Kosovaro espulso, Bosco (Lega): “con musulmani italiani abbiamo le mani legate e luoghi di preghiera grandi o piccoli non aiutano a scongiurare estremismo, anzi…”

Bene l’espulsione del kosovaro e degli altri due estremisti ma è una misura che il nostro ordinamento ci consente di adottare solo con gli stranieri che possiamo, appunto, espellere prima ancora che commettano reati. Ben diverso per i cittadini italiani e comunitari con i quali servono prove tangibili di un’effettiva affiliazione con organizzazioni terroristiche, mancate con Youssef Zaghba, l’attentatore di Londra con passaporto italiano. Lo strumento più efficace è quello di ostacolare, nei limiti del possibile e del legale, ogni forma di aggregazione islamica, è l’unico modo per disinnescare la radicata tendenza dei musulmani a chiudersi tra di loro, limitando al minimo le interazioni con i non musulmani. La sinistra bolognese pensa di integrarli concedendo loro rappresentanza e moschee, politiche che in tutta Europa hanno generato ghetti e alimentato le posizioni più oltranziste e pericolose dell’Islam.

Moschea a Bologna, Bosco (Lega): “scontenterebbe gli stessi musulmani e sarebbe incostituzionale”

Il vuoto normativo lamentato da Lafram non esiste, la Costituzione (art.8) è chiarissima in merito ai culti istituzionalmente riconosciuti, il problema è semmai che l’Islam è incompatibile con l’ordinamento italiano e/o che le organizzazioni islamiche non sono state capaci di mettersi d’accordo tra loro. Carenze che hanno impedito ai musulmani la stipula di un’Intesa con lo Stato. A riprova di questo c’è il caso della famosa legge regionale 2/2015 della Regione Lombardia (rinominata legge anti-moschee) sulla quale il Governo Renzi aveva promosso il ricorso alla Corte Costituzionale, la quale però ha sostanzialmente confermato la legittimità della norma stringente sull’edilizia di culto. Al di là degli aspetti normativi, va anche precisato che la realizzazione di una grande moschea capiente e monumentale scontenterebbe la maggioranza degli stessi musulmani che vedrebbero ingiustamente favorito un particolare gruppo a scapito di altri. Non bisogna dimenticare che, nonostante i tentativi di Lafram di dare loro una rappresentatività unitaria, le comunità islamiche restano molteplici e spesso, per ragioni politiche o etniche, non hanno rapporti tra loro. Va infine precisato che l’Islam è l’unica religione che oggi solleva diffidenza e preoccupazione tra la gente, anziché parlare di ignoranza o razzismo, i musulmani e, in primis, chi afferma di rappresentarli, dovrebbero liberarsi del vittimismo e avviare un serio percorso di autocritica.

Moschea a Bologna, Bosco (LN): “chi pensa di integrare i musulmani costruendo luoghi di culto non conosce l’Islam e non sa cos’è l’integrazione.”

Le comunità islamiche, molto più di altre, hanno tendenze settarie, cioè si autoghettizzano. Invito pertanto gli amministratori locali che pensano di promuovere l’integrazione di chi proviene da paesi a maggioranza islamica, costruendo luoghi i culto e spazi di aggregazione a loro riservati, a studiare gli effetti che queste politiche hanno prodotto negli altri stati europei dove le comunità islamiche sono molto più chiuse e tradizionaliste rispetto all’Italia.
Pensare poi che la costruzione di una moschea possa risolvere i problemi lamentati dagli stessi fedeli è quantomai miope. Le comunità islamiche sono diverse e spesso non dialogano tra di loro, pensare che possano pregare nella stessa grande moschea è semplicemente assurdo.

Costituente islamica a Bologna, Bosco (LN): nata per unire, è l’ennesima spaccatura nell’Islam italiano

Oggi, presso il Centro Zonarelli, ho partecipato alla seconda riunione territoriale della Costituente islamica. Nata da una spaccatura all’interno dell’UCOII e a cui hanno aderito in qualità di promotori Hamza Roberto Piccardo (fondatore della stessa UCOII) e il figlio Davide. La prima cosa che è saltata agli occhi è l’importante assenza tanto delle istituzioni comunali (nessun assessore e consigliere si è presentato) quanto di esponenti della Comunità Islamica Bolognese (CIB). Assenza, quella del CIB di cui ho chiesto chiarimenti a Piccardo, il quale ha replicato che 2 delle associazioni facenti parte del CIB erano presenti in sala.
È però lecito pensare che la loro presenza in sala non rappresentasse una vicinanza o comunanza d’intenti tra neoformata Costituente e il coordinamento presieduto da Yassine Lafram, semmai rappresenta proprio una spaccatura all’interno di quest’ultima. Insomma, il conflitto tra le varie realtà islamiche italiane, tutte rigorosamente autoreferenziali, da oggi può contare su un attore in più. La rivalità tra Costituente islamica, l’UCOII e le realtà locali ad esso affiliate (ufficialmente o meno) inoltre spiegherebbe anche le insolite assenze istituzionali di esponenti del PD, che difficilmente disertano simili iniziative.
A Piccardo riconosco onestà intellettuale, dopo la delusione dell’UCOII, ha fondato un’altra organizzazione con scopi chiari e precisi: instaurare una democrazia rappresentativa all’interno della Costituente, diventare l’Ente rappresentativo dell’Islam italiano nella sua interezza siglando l’intesa con lo Stato Italiano, beneficiandone in termini di edificazione di luoghi di culto e 8 per mille. L’idea di dare rappresentanza democratica all’interno dell’Islam italiano però è destinata a fallire perché la storia ci insegna che il matrimonio tra Islam e Democrazia non dura per molto. Prima o poi la Democrazia farà qualcosa che l’Islam non gradisce e questi la rinnegherà, un po’ come avviene per i matrimoni celebrati con rito islamico dove il marito può rinnegare una moglie disobbediente.
Prima di presenziare all’incontro temevo che la nuova formazione potesse riuscire dove le altre hanno fallito, ma ora che alcune dinamiche interne mi sono chiare e a giudicare dalla scarsa risposta dei musulmani bolognesi, mi sbagliavo. Anche se è nata per unire i musulmani, la Costituente finora è riuscita solo ad allargare le spaccature già esistenti creandone al contempo di nuove.

Umberto Bosco
Consigliere Comune di Bologna

Cosa c’è dietro le moschee aperte ai cristiani

Il dialogo interreligioso come strumento per combattere il terrorismo. Questo in sintesi l’obiettivo che si è dato Foad Aodi, presidente delle Comunità Arabe in Italia e promotore dell’evento.

L’idea che questa iniziativa possa scongiurare il ripetersi di attentati è quanto meno azzardata. Per i militanti dell’isis, i musulmani che non ingaggiano la guerra santa sono indegni quanto ebrei e cristiani. Quella di demusulmanizzare i musulmani con i quali si è in disaccordo è una diffusa pratica utile a rendere halal (lecita) la violenza nei loro confronti. Non a caso la maggior parte delle vittime dell’isis sono proprio musulmane. Far accedere dei kafir (infedeli) all’interno delle “sacre” mura di una moschea ha più chance di indispettire potenziali terroristi piuttosto che quella di disinnescare le loro violente ambizioni. L’iniziativa ha senza dubbio fatto presa sui più ingenui e ottimisti, credenti o meno ma ad un osservatore più disilluso non dovrebbero sfuggire alcune dietrologie.

1. La quasi sconosciuta associazione delle Comunità arabe d’Italia. Il suo presidente ha senza dubbio trovato il modo di far parlare di sé entrando a gamba tesa nell’olimpo delle organizzazioni che in modo del tutto autoreferenziale millantano di rappresentare questa o quella comunità o minoranza.
2. La moschea saudita di Roma non ha aderito. Tecnicamente non hanno declinato l’invito, semplicemente non hanno risposto nonostante i numerosi solleciti. Un atteggiamento che suggerisce come l’iniziativa di Aodi non sia piaciuta nemmeno al regno saudita che controlla la grande moschea della Capitale. Ancora una volta le moschee sono il terreno di scontro politico tra nazioni o sette. Anche il principale centro islamico di Milano, quello di Viale Jenner ha disertato l’iniziativa.
3. Solo il terrorismo? Che il terrorismo islamista sia una piaga è qualcosa sul quale concordano anche moltissimi musulmani, persino diversi islamisti secondo i quali l’uccisione di innocenti rallenterebbe il processo di islamizzazione in corso. In molti però rimarrebbero sorpresi di scoprire come gli obiettivi politici dei tagliagole non siano così diversi da quelli dei loro pii e pacifici detrattori.
4. Perché invitare solo i cristiani? Un prete è stato sgozzato in chiesa dai militanti dell’isis e questo ha portato la Chiesa cattolica a invitare altri musulmani in chiesa. Una sorta di “porgiamo l’altra giugulare”. Ora siamo arrivati a invitare i cristiani in moschea. Perché? Ma soprattutto perché solo loro? Perché non invitare altre categorie? Per esempio: le associazioni di metallari (Bataclan), le associazioni per la libertà d’espressione (Charlie Hebdo). Gli ebrei (attacchi a sinagoghe e negozi kosher), le associazioni dei turisti (Nizza) ecc. Perché solo i cristiani?

Secondo me quello in corso è il tentativo, da parte delle organizzazioni islamiche, di stipulare un sodalizio con le gerarchie cattoliche nella speranza che queste giochino un ruolo di mediazione e favoriscano il riconoscimento istituzionale della religione islamica che, ad oggi, è priva di un’intesa con lo Stato. Non è un caso che a Bologna la comunità islamica non chieda la moschea ma il Sindaco di centrosinistra e il Vescovo premano per dargliela lo stesso.

Se i musulmani cercano davvero il dialogo, lo dimostrino venendo in commissione

Il continuità con quanto avvenuto in campagna elettorale, durante la quale il Presidente della CiB ha evitato ogni tipo di confronto circa il tema della realizzazione di moschee, anche oggi il dialogo che afferma di ricercare con la città è limitato solo a chi la pensa come lui.
I numeri snocciolati dall’assessora Zaccaria circa i fedeli presenti in città sono completamente inattendibili. Basti pensare che la Chiesa Cattolica dispone di accurati e aggiornati registri battesimali, tuttavia i numeri di questi registri non consentono alcuna stima circa quanti battezzati si sentano ancora cattolici e siano praticanti. Per aderire all’islam basta recitare una frase e non esiste un’organizzazione che formalizzi o registri l’effettiva appartenenza alla fede islamica. Le stime citate dall’assessora etichettano come musulmano chiunque provenga da un paese a maggioranza islamica, compresi coloro che dall’islam scappano a gambe levate o chi proviene da paesi profondamente laicizzati come l’Albania. Non è inoltre possibile stimare né gli apostati (che spesso si guardano bene dal dichiararlo) né i convertiti. Sia Lafram che Zaccaria si riempiono la bocca con la parola Costituzione ma il libertà di culto non è la libertà di costruire luoghi di culto. Questi sono normati da apposite leggi e soggetti a vincoli urbanistici, le sale di preghiera di preghiera che abbiamo in città non sono quasi mai inquadrate come luoghi di culto bensì come sedi di associazioni, uno stratagemma utile ad aggirare le regole alle quali gli altri culti invece si adeguano. Se la Comunità Islamica Bolognese, come dichiara il suo Presidente, cerca un dialogo con il Comune, anziché trattare solo con la Giunta, venga all’udienza conoscitiva che ho richiesto in Commissione, la sede istituzionale più adeguata ad affrontare un confronto plurale.

I musulmani “moderati” ci sono ma non se li fuma nessuno…

Sul Carlino di oggi c’è un interessante articolo che tratta dell’elezione nel consiglio comunale di Sumaya Abdel Qader ma principalmente della mancata elezione di Maryan Ismail. Entrambe donne, entrambe musulmane, entrambe candidate in Consiglio comunale a Milano, entrambe nella lista del Partito Democratico. La prima ha preso 1016 preferenze ed è stata eletta, la seconda solamente 326 ed è rimasta fuori dal consiglio meneghino.

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A seguito del mancato successo, Maryan ha deciso di dimettersi dal PD lamentandosi di come il Partito abbia deciso di non supportarla, nonostante anni di militanza e lavoro, per puntare su Sumaya, outsider vicina al Caim e all’UCOII.

La candidata perdente rappresenta a mio avviso una vera progressista di sinistra la cui storia politica e personale è stata caratterizzata dalla lotta all’Islam politico e senza dubbio la sua decisione di abbandonare il partito di Renzi è figlia, oltre che della delusione, anche della coerenza. La forza politica nella quale ha creduto e lavorato per anni, ha deciso di puntare verso una rappresentante, Sumaya, tutt’altro che progressista e laica.

Non posso che dirmi dispiaciuto per Maryan e per Milano, sarebbe stato senza dubbio preferibile eleggere una progressista anziché una tradizionalista ma il risultato delle elezioni milanesi fornisce degli elementi empirici che ci consentono un’analisi molto più precisa dell’elettorato musulmano e della strategia politica sostenuta PD quando si tratta di Islam.

  1. I progressisti riformisti, persone capaci (non so come) di conciliare la fede nell’Islam e i valori democratici, liberali e pluralisti esistono ma non sono molto rappresentativi.
  2. I musulmani tradizionalisti e conservatori hanno molto più seguito, sono organizzati e finanziati.
  3. Per il PD la rappresentatività (CAIM e UCOII) è più importante della laicità.

Sul piano intellettuale, i musulmani progressisti sono portatori di valori in completa antitesi tra loro. Nella loro testa è possibile conciliare i valori dell’Islam con quelli delle moderne società: democrazia, libertà, individualismo, laicità, tolleranza, pluralismo. La storia antica e quella contemporanea ci insegna però che una simile commistione di valori, oltre ad essere molto improbabile, è anche poco duratura. Persone come Maryan sono motivate dalle migliori intenzioni ma sono ignare di essere parte del problema: l’esistenza di sedicenti musulmani che abbracciano e combattono per l’affermazione di valori moderni rafforza l’idea che l’Islam e detti valori siano in qualche modo compatibili. Una pia illusione nel quale anche molti europei si gongolano perché la realtà è troppo spaventosa.

Ennesimo attacco al banchetto Lega Nord a Bologna

20160524_160640Oggi pomeriggio alle 16 si è consumata l’ennesima aggressione al banchetto della Lega Nord sito in via Rizzoli.
Un gruppo di due ragazze e un ragazzo, con azione chiaramente premeditata, mi hanno da prima interpellato circa i dettagli del mio progetto di legge “antimoschee” per poi avventarsi senza preavviso sul mio materiale elettorale, danneggiandolo irreparabilmente.
Il rapido intervento della polizia ha consentito di identificare i responsabili che sono stati prontamente denunciati.
La settimana scorsa si è verificato un episodio analogo. Sempre grazie all’intervento della polizia, detto episodio non scaturì in violenza fisica e danni materiali.

In questa città il libero e civile confronto è spesso precluso alle minoranze che devono subire sia la criminalizzazione da parte della maggioranza sia l’intolleranza e la prepotenza dei centri sociali e chi chiunque consideri inaccettabile la presenza e le proposte della Lega Nord.

Ringrazio il movimento Lega Nord che, nelle figure del Commissario Provinciale, Stefano Ruozzi e della Candidata Sindaco, Lucia Borgonzoni nonché dei numerosi iscritti e candidati, mi ha manifestato la sua vicinanza e solidarietà.

Ufficio Stampa
Umberto Bosco
Candidato Consigliere Lega Nord
Comune di Bologna e autore del progetto di legge “antimoschee”.
ufficiostampa@umbertobosco.com

Provocatori al banchetto “antimoschee”

Oggi ho avuto l’occasione di discutere del progetto di legge “Una firma per vietare le moschee” con diverse persone, compreso un gruppetto di ragazze velate. Alcune discussioni erano piuttosto sterili. altre più costruttive si traducevano in una firma in più. In tutti i casi lo scambio di opinioni e idee è avvenuto nel più civile dei modi. In tutti i casi tranne uno. Quattro ragazzetti di varia origine si sono avvicinati al banchetto e dopo aver sputato sul volantino che gli era stato proposto hanno cominciato a insultare, intimare di sloggiare e minacciare me e i simpatizzanti presenti. Le loro intenzioni erano assolutamente chiare: provocare a oltranza e, alla prima reazione, buttare tutto all’aria e azzuffarsi. Anni di banchetti e alcune aggressioni fisiche mi hanno insegnato a non reagire mai le provocazioni. La tensione però cresceva sempre più e a un certo punto ho pensato “ci siamo…”. Il caso ha voluto che passasse di lì un iscritto che con fredda lucidità ha colto la gravità della situazione e ha allertando la Polizia, la quale è intervenuta in forze con una impressionante rapidità, allontanando i provocatori.
Nessun ferito, nessun danno e da domani si riparte.
A tutela della privacy e dell’incolumità dei presenti ho deciso di sfocare il video e non ho inserito tag.
SE CHI NON C’ERA volesse dimostrare ‪#‎solidarietà‬ agli attivisti presenti e riconoscenza alle forze dell’ordine intervenute, è invitato a ‪#‎taggarsi‬ da solo.
‪#‎rivoglioBologna‬ e la voglio senza prepotenti.

https://www.facebook.com/video.php?v=10207976238076302

E l’intollerante sarei io?

Ahmed (nome di fantasia) si è adirato per il mio progetto di legge per vietare le moschee e ci ha tenuto a ricordarmi, con tanto di citazione coranica, che, nonostante i miei sforzi, Allah farà risplendere la sua luce, alla faccia dei miscredenti come me.
Ecco cos’altro dice il Corano sui miscredenti.
Corano su miscredenti
A quanto pare, però, l’intollerante sarei io…