Santo Stefano, “Servizi sociali penalizzati a vantaggio dei centri sociali”

“Una situazione che va avanti da tempo quella dei servizi sociali al Santo Stefano, ciò nonostante la Giunta ha deciso di smantellare i servizi erogati al Bolognetti per consegnare il quadriportico al Centro Sociale Labàs e ora deve avventurarsi in un’indagine di mercato, dall’esito tutt’altro che scontato, per trovarne nuovi spazi, il tutto mentre OZ, una realtà di indiscusso valore per la città sta chiudendo i battenti. Questo, in sintesi, il drammatico bilancio in termini di servizi erogati ai cittadini. Il merito è in gran parte ascrivibile a Lepore, il più influente (e quindi dannoso) esponente di Giunta. Un atteggiamento emblematico di una sinistra in corto circuito che sacrifica i servizi destinati ai più deboli per foraggiare i prepotenti.”

Troup televisiva cacciata dal Circolo Benassi. Bosco (Lega): “Un veto politico della sinistra bolognese”

Evidentemente ai vertici della sinistra non è andato giù il servizio televisivo di qualche giorno fa al Circolo Benassi dove, in materia di immigrazione, si rimarcava lo scollamento tra la posizione dei partiti di sinistra e quella del loro elettorato storico che, al contrario, sembra apprezzare l’operato del Ministro Salvini. Come sempre, anziché fare autocritica, la sinistra ha preferito optare per la censura. Questo gravissimo episodio dimostra che l’influenza dei partiti di sinistra, fortemente calata tra gli elettori, a Bologna sia ancora salda nei confronti di chi gestisce certi ambienti, che per complicità o paura di rappresaglie, si adegua alle direttive politiche. Insomma l’ennesimo “contrordine compagni”.

 

https://www.facebook.com/etvrete7/videos/2038211992917261/

 

Pratello R’Esiste, Bosco (Lega): “Cartelli di divieto di sosta irregolari, le auto non possono essere rimosse ma la PM lascia la segnaletica dov’è”

L’ordinanza comunale relativa alla manifestazione Pratello R’Esiste e segnalata sui cartelli di rimozione forzata, in realtà vieta il transito, non la sosta. I cartelli di rimozione forzata che citano l’ordinanza sono pertanto irregolari.
Nell’area interessata dalle celebrazioni insistono altri cartelli, nei quali appare la parola “Ordina” ma il documento in questione non è un’ordinanza, bensì una concessione di suolo pubblico e i cartelli sarebbero dovuti essere collocati con 72 ore di anticipo con contestuale comunicazione ai vigili che non mi risulta essere avvenuta.
Nelle strade sono inoltre comparsi altri cartelli “fai da te” che che parlano di chiusura del traffico e sosta vietata dalle 8 alle 23 quando l’ordinanza dice dalle 7 alle 21 e vieta solamente il transito.
Nulla contro la manifestazione in sé, alla quale in passato mi è capitato di partecipare, ma non è giusto che i residenti del quartiere siano indebitamente portati a credere di dover rimuovere l’auto quando non è così.
Chiedo quindi alla PM di vigilare sul rispetto delle regole anche durante la fase di allestimento e di rimuovere i cartelli che possono trarre in inganno i residenti.

Bolognetti, Bosco (Lega Nord): “Vigileremo sulla selezione dei progetti”

“Bene la presenza di più progetti, speriamo solo che il finale non sia già stato scritto. La sicurezza in più occasioni ostentata da Labàs (che issó la propria bandiera sullo stabile) giustifica più di un dubbio, non tanto sull’imparzialità di chi dovrà decidere ma sul bando stesso che pare cucito addosso al collettivo che occupava la caserma Masini. L’amministrazione conta di tenere buoni i centri sociali concedendo loro spazi pubblici in barba a tutte quelle realtà rispettose delle regole che non sono mai ricorse a espedienti illegali e forzature per raggiungere i propri obiettivi. Comunque vada, sarà un disastro. Se Labàs otterrà gli spazi, tutti gli altri collettivi reclameranno il medesimo trattamento, se il Bolognetti andrà ad un’altra associazione, non illudiamoci che il collettivo accetti la sconfitta.”

Bolognetti, Bosco (Lega Nord): “Bene Casa Bolognetti”

Apprendo con piacere che Labas non sarà l’unica realtà a partecipare al “bando” per l’assegnazione degli spazi di vicolo Bolognetti, ex sede del quartiere San Vitale. Una cordata di associazioni guidata dal Comitato piazza Verdi scende in campo e, speriamo, mette in discussione l’assegnazione a Labas che gli stessi interessati danno ormai per scontata. Al di là delle considerazioni sul centro sociale sgomberato da via orfeo, l’idea che a gestire gli spazi possa essere una pluralità di associazioni è senza dubbio preferibile ad una gestione monopolistica.

Sfratto XM24:”sento puzza di marcia indietro da parte del Comune. A luglio il collettivo sarà ancora in via fioravanti!”

“Che la Giunta avesse chiuso il capitolo xm24 era semplicemente troppo bello per essere vero. Proprio per assicurarmi che le scadenze vengano rispettate e la città torni nelle disponibilità del suo immobile in via fioravanti, pochi giorni dopo l’annuncio, presentai un odg con il quale impegno la Giunta a non concedere deroghe all’xm24, pianificando con largo anticipo lo sgombero che si preannuncia “problematico”. Il totale silenzio dei colleghi del PD (gli stessi che hanno deciso di rinviare per approfondimenti in commissione, il testo proposto in aula), unito a risposte vaghe e generiche da parte degli assessori Malagoli e Gambarelli mi portano a sospettare una marcia indietro. Nessuna ammissione formarle da parte della Giunta ma scommetterei una bella cifra che il giorno dopo la scadenza, il collettivo sarà ancora lì.”

Xm24, il collettivo diserta la commissione, Bosco (LN): “il PD ha già deciso: il collettivo andrà via”

L’assenza del legale rappresentante del Comitato che gestisce l’xm24 potrebbe essere imputabile ad un disguido tecnico dovuto alla presa in carico, da parte di diverse commissioni, di simili richieste di udienze conoscitive. Ragion per cui rinnoviamo l’invito all’xm24 a tornare in Commissione, non mancano le questioni sulle quali il collettivo ha diritto e dovere di replica, spero che anche il Presidente del Quartiere Navile, Daniele Ara, grande assente alla seduta odierna, trovi il tempo di presenziare.
La parole di maggioranza e Giunta hanno fatto eco a quelle di buona parte delle opposizioni ammettendo che alcune delle attività svolte dal collettivo sono incompatibili con la sua collocazione in un contesto residenziale. Dopo anni di segnalazioni e problemi, finalmente il PD si sveglia. La svolta sembra vicina: finalmente i residenti potranno dormire in santa pace e non saranno più soggetti al degrado che spesso circonda gli spazi dell’xm24. La questione ora si sposta dal se concludere questa sfortunata esperienza al come e quando.
Dall’elusività di alcune risposte dell’Assessora non mi sorprenderei se la scadenza venisse, con qualche escamotage, prorogata di qualche mese o addirittura un anno, magari con al scusa di avere il tempo di trovare una collocazione alternativa per il Comitato. In questo caso faremo le barricate, i residenti della Bolognina hanno già sofferto abbastanza. La convenzione scade a fine anno e visto il mancato rispetto di quanto pattuito, non deve essere rinnovata.

Umberto Bosco

Bosco (LN): Spazi universitari al CUA, bene il Collettivo, male il Rettorato

Sul piano tecnico e formale, l’assegnazione degli spazi universitari di via San Giacomo 11 all’associazione universitaria Zeropuntozero, espressione “istituzionale” del CUA, non fa un grinza. Che chi fino all’altro giorno ha fatto della prepotenza il principale strumento di lotta, oggi scelga di operare (anche) all’interno delle regole, rappresenta senza dubbio un passo in avanti.
Sul piano politico ed etico, però, si sente puzza di bruciato. Perché un bando emesso ad Agosto, quando le presenze in Università sono molto basse, a cui si presenta una sola associazione, guarda caso collegata con un collettivo che, guarda caso, decide successivamente di abbandonare le aule da tempo occupate, solleva molti dubbi.
Non serve essere particolarmente maliziosi per ipotizzare un accordo/baratto tra il Collettivo e il Rettorato. Se questa ipotesi si avvicinasse a come sono andate realmente le cose, le orecchie andrebbero tirate al Rettore. Scendere a patti con i prepotenti, sul lungo termine non premia e se Ubertini pensa di tenere buoni i collettivi concedendo in modo regolare degli spazi che altrimenti sarebbero occupati con la forza, lancia il peggiore dei messaggi.

Bologna, dove l’intolleranza è “antifascista”

Ormai lo sanno anche i sassi, l’8 di novembre Matteo Salvini sarà in Piazza Maggiore per una grande manifestazione di caratura nazionale. Basta dare un’occhiata alle grafiche sul sito liberiamoci.com per capire che non si tratta esattamente di un comizio leghista (che sarebbe comunque del tutto legittimo) bensì di un evento aperto a tutti, apartitico: sul palco non veleggeranno i simboli di alcun movimento politico.
L’intervento di Matteo Salvini chiuderà l’evento ma sul palco saliranno e parleranno tanti rappresentanti della società civile: pensionati, agricoltori, genitori, infermieri, autotrasportatori, commercianti, insegnanti, poliziotti e associazioni sportive.
Non esattamente una sfilata di politici, bensì di persone che per diverse ragioni non sono soddisfatte dell’operato del Governo Renzi. Esattamente come non lo sono le migliaia di “antagonisti” che invece di unirsi al coro preferiranno accanirsi contro Salvini.
Un odio, quello per la Lega che evidentemente trascende ogni comunità d’intenti, ogni buon senso, ogni strategia politica. Poco importa se le battaglie sono (accidentalmente) le stesse: se il nemico (la Lega) del tuo nemico (Renzi) ti piace ancora meno del tuo nemico (Renzi) non c’è santo (o partigiano) che tenga.
Se n’è avuta riprova quando la Lega Nord ha cercato di abrogare alcune delle leggi (Mancino e Fornero) e delle istituzioni (Prefetture) tanto odiate anche dalla stessa sinistra. Nessuno si è fatto avanti o ha dato una mano. Evidentemente, per la sinistra alimentare l’ostilità verso il nemico leghista è più importante di portare a casa i risultati, cioè una società più equa e giusta. Mai come in questa occasione i “compagni” hanno sabotato le proprie battaglie pur di delegittimare l’avversario politico.
Il parallelismo del marito che si castra per far dispetto alla moglie non potrebbe calzare meglio.
A coloro che ritengono che la presenza di Salvini sia sgradita e sconveniente per la città di Bologna vorrei ricordare un po’ di numeri. Dal 2011 in poi, Bologna è il capoluogo di Regione dove il Carroccio alle amministrative e alle regionali ha raccolto la maggior percentuale di consensi (10,72% e 14,51% alle ultime regionali). Nello stesso anno sono andate al voto anche Milano(9.64%, 6,01% alle ultime regionali), Torino(6.86% e 3,66% alle ultime regionali) e Trieste (6.26%, 3,67% alle ultime regionali).
Solo Venezia, chiamata alle urne un anno prima (in pieno boom leghista), superò il Capoluogo felsineo alle amministrative (11,16%) salvo poi scendere alle regionali (12,07%). Quindi se c’è una città dove la Lega dovrebbe sentirsi a casa, è proprio Bologna. Dettagli evidentemente irrilevanti per i sedicenti antifascisti bolognesi ma soprattutto non bolognesi. Sì, perché, è il caso di precisarlo, ad arrogarsi il diritto di decidere chi a Bologna è benvenuto e chi non lo è non sono giovani bolognesi con la esse marcata bensì giovani in città da un quarto d’ora. Non mi dilungherò nel ricordare i diritti costituzionalmente sanciti sia in materia di libera circolazione che di libertà d’espressione, in questo caso mi pare inutile.
L’antifascismo avrà anche contribuito a darci una Costituzione Liberale ma antifascista, ricordiamolo, non vuol dire mica pluralista e democratico, per molti di loro (soprattutto quelli nati una generazione o due dopo la scomparsa del fascismo) antifascismo significa odiare i fascisti, la definizione di fascista varia molto a seconda del soggetto e del momento. Persino le amministrazioni più rosse vengono, all’occorrenza, definite fasciste, figuriamoci quanto fascista possa apparire a questi disadattati, un Matteo Salvini, leader in pectore di un centrodestra redivivo, pronto a seppellire Berlusconi e ricompattarsi in modalità confederale.
Gli eventi organizzati contro Matteo da parte dei cosiddetti collettivi spaziano dal fastidioso ma pacifico bombing di tortellini su facebook fino all’insurrezione nelle strade che richiederà ingenti sforzi da parte delle Forze dell’Ordine passando da manifestazioni più o meno pacifiche e vandalismi. Ma ciò che dovrebbe preoccuparci non sono tanto le iniziative di questi giovani pierini dall’animo rivoluzionario e il padre bancario.
A destare preoccupazioni è la legittimazione proveniente da associazioni come l’ANPI che vuole proteggere il sacrato dei partigiani di Piazza Nettuno, come se ci fosse il tangibile rischio di vantalismi antipartigiani da parte di chi l’8 novembre sarà con Salvini. Il Sindaco Merola prima critica Salvini e la Lega per aver scelto Bologna poi si lascia andare in sparate a sostegno della libertà di espressione della Lega (che secondo lui è contraria a questa libertà) e della libertà di dissenso dei collettivi. Forse nel goffo tentativo di assicurarsi il loro voto a maggio.
Ad appesantire il dibattito, nel caso ce ne fosse bisogno, ci ha pensato la moglie del Sindaco di Casalecchio che raccomanda di farcire i tortellini destinati a Salvini (evidentemente non più virtuali) con la ghisa.
Non so voi come la pensate ma l’intera idea di una contromanifestazione, per quanto legittima, è concettualmente fallace. Sei libero, come chiunque, di manifestare la tua opinione (fermi i limiti della Legge Mancino) su un determinato argomento ma andare in piazza quando ci va chi su quell’argomento la vede diversamente non significare affermare l’idea che si ritiene migliore, ma semmai sabotare il diritto altrui, impedendo loro di esternare le proprie idee.
Che è grosso modo ciò che faceva il fascimo.
Diceva Bene Ennio Flaiano: “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.”