Migranti, Bosco (Lega): «Zuppi faccia autocritica anziché la morale al Governo, a guadagnare dall’emergenza sono anche i suoi “amici”»

Ricche di contraddizioni le parole del Vescovo secondo il quale non possiamo negare accoglienza ma dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza. Sarebbe utile che il Vescovo spiegasse anche come e con quali risorse, perché a dispensare buoni propositi siamo tutti capaci. Quando poi dice che sull’emergenza “c’è qualcuno che ci guadagna”, vorrei capire se si riferisce a quelle realtà subordinate o vicine alla Chiesa che grazie accoglienza indiscriminata operata dai precedenti governi hanno introitato cifre da capogiro. Immigrazione e accoglienza sono e dovrebbero restare tematiche distinte. Confonderle serve a  coloro che usano la richiesta d’asilo per aggirare le norme sull’immigrazione ma serve anche agli immigrazionisti come Zuppi per demonizzare chi, come i leghisti, vuole mettere dei paletti agli arrivi.

Biciclettata “islamica”, Bosco (Lega): “il problema non è solo la cultura, si ammettano responsabilità della religione”

Stando a quanto dichiarato da Rassmea Salah, responsabile del Progetto Aisha, la biciclettata è nata alcuni anni fa a Milano ed è partita proprio da un centro islamico nel quale ci si interrogava se per le donne, andare in bici, fosse lecito, cioè islamicamente consentito. Il fatto stesso che una cosa del genere sia messa in discussione denota una spaventosa arretratezza nel dibattito sulla parità di genere e su questo, pare, siamo tutti d’accordo. Affermare però che la fede nell’Islam non sia corresponsabile di questa arretratezza è, a mio avviso, miope e impedisce a quei musulmani che sono effettivamente tolleranti e progressisti, di sviluppare soluzioni efficaci contro l’emarginazione sessuale a cui molte donne musulmane sono sottoposte. L’Islam non si occupa di sola spiritualità ma pretende di regolare praticamente ogni aspetto della vità del fedele, separando le azioni lecite (halal) da quelle illecite (haram). Questo aspetto, ovviamente, influenza i costumi e le usanze dei fedeli, il velo ne è il perfetto esempio, seppur con differenze culturali, è diffuso in tutto il cosiddetto mondo islamico e per molte donne non è una libera scelta. Anche all’interno delle comunità islamiche dei paesi occidentali ci sono grossi problemi. A Bologna, per esempio, ci sono associazioni islamiche che non ammettono l’iscrizione delle donne. Chi, musulmano, vuole veramente promuovere l’empowerment e l’emancipazione femminile dovrebbe concentrarsi su queste realtà, anziché su iniziative simboliche, più utili a proiettare all’esterno un’immagine moderna della comunità islamica piuttosto che risolvere i problemi e le contraddizioni interne.

Assenza Giunta a seduta di question time, Bosco e Scarano (LN): “assessori ci dicano dov’erano”

“Che alcuni esponenti della Giunta disertino spesso la seduta di question time – dichiara Bosco – non è certo una novità ma che l’intera “squadra” diserti l’aula (unica eccezione l’Ass. Zaccaria alla quale, però, non era assegnata alcuna domanda) è semplicemente inaccettabile.”
“Rizzo Nervo, – chiosa Scarano, capogruppo della Lega Nord – a cui è stata data la delega ai rapporti con il Consiglio Comunale, venga a rendere conto.”
“È di per sé è grave, una vera mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri e della cittadinanza, – interviene il collega Bosco – che un assessore prenda impegni istituzionali di venerdì mattina, sapendo che è regolarmente fissata la seduta di question time.
Un atteggiamento tollerabile se si tratta di casi eccezionali ma non può diventare un’abitudine, altrimenti tanto vale cancellare il question time.”
“La Giunta è un ente collegiale, – precisa Scarano – in caso di assenza di un assessore, nulla vieta che la risposta alle domande d’attualità venga data da un collega. Nello scorso mandato si usava così, in questo quasi mai!”
“Disertare la seduta di question time – conclude Bosco – rappresenta anche un facile escamotage per evitare di esporsi e relazionare su temi caldi e spinosi, insomma una furbata. Per queste ragioni presenterò formale interrogazione per conoscere le ragioni dell’assenza di ciascun Assessore e un odg con la quale s’impegna la Giunta a rispettare gli obblighi tanto formali quanto etici nei confronti dei consiglieri, portatori delle istanza cittadine.”
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Umberto Bosco
Paola Francesca Scarano

Blq-checkpoint, Bosco (Lega Nord): “Da Regione mancato controllo e censura tardiva e inutile”

“Come Lega Nord – dichiara Umberto Bosco consigliere comunale della Lega Nord a Bologna – avevamo segnalato la presenza di immagini ambigue sul sito del Blq-checkpoint. A questa segnalazione è seguito un incontro chiarificatore presso i nostri uffici di viale Aldo Moro con i vertici di Plus Onlus che gestisce il progetto. Un confronto costruttivo – sottolinea il consigliere – che ha portato all’inserimento di un allert sul portale circa la natura e la funzione di certe immagini. Infine la settimana scorsa, assieme al Consigliere regionale, Alan Fabbri, abbiamo visitato gli spazi di via San Carlo nei quali si effettuano test e attività di prevenzione circa le infezioni a trasmissione sessuale. Quindi per noi la questione si era già conclusa nel migliore dei modi: un comunicato congiunto.
Assurdo l’atteggiamento della Regione che prima non controlla e poi interviene quando non è più necessario. Plus, – conclude Bosco – rifaccia formale domanda per l’ottenimento del logo, la validità dei servizi erogati non è discussione e merita il patrocinio regionale. Anzi, modelli come quello messo in piedi da Plus andrebbero replicati in tutto il territorio regionale.”
Si allega comunicato congiunto Lega Nord e Plus del 10 aprile 2017.
–BLQ-Checkpoint, la Lega Nord visita il centro in via San Carlo.
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Come annunciato, Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione e Umberto Bosco, consigliere bolognese del Carroccio, giovedì 7 aprile, hanno visitato gli spazi di Plus, onlus attiva nella lotta alle infezioni sessualmente trasmissibili.
“Ringraziamo – dichiara Fabbri – l’Associazione per aver raccolto il nostro appello e inserito gli opportuni allert sulla natura del contenuto pubblicato sul portale dell’Associazione che gode del patrocinio comunale e regionale.”
“Alcuni mesi fa – interviene Bosco – ho provato di persona i servizi che Plus eroga gratuitamente al BLQ-Checkpoint di Via San Carlo. Tutto si tiene in un ambiente curato e informale che mette a loro agio gli utenti con grande attenzione per la loro privacy.
“Un modello che,- commenta il Consigliere regionale – a differenza di quello adottato da AUSL e Azienda Ospedaliera, offre servizi all’avanguardia a fronte di costi molto più contenuti. Invito pertanto le Aziende sanitarie ad una riflessione sul tema, fare meglio con meno risorse si può.”
“Non mi sorprende – conclude Bosco – che anche Plus si sia smarcata dal percorso farsa promosso dal Comune di Bologna per affidare gli spazi della Salara. Per fortuna ci sono realtà che erogano servizi alla cittadinanza e ci tengono a farlo in totale autonomia.”
“Siamo felici di aver ospitato la Lega Nord nei nostri spazi – conclude Stefano Pieralli, vicepresidente di Plus – segno che il tema della prevenzione e della salute sessuale può essere affrontato sempre più su basi scientifico-epidemiologiche e non ideologiche.”

Referendum: non risiedi a Bologna? Puoi votare lo stesso, scopri come!

Ricordo a chi NON si troverà nel Comune di residenza il 4 dicembre, che può votare al #Referendum in qualsiasi Comune a patto che sia stato nominato RAPPRESENTANTE DI LISTA nel Comune dove intende votare. E’ comunque necessaria la TESSERA ELETTORALE, se non l’avete con voi, fatevela spedire, c’è tempo ma non riducetevi all’ultimo, sotto natale le poste si ingolfano.
Se volete votare a Bologna, si può! Anche se non potete rimanere tutto il giorno al seggio, la nomina a RdL vi consente di votare e non prevede alcun obbligo di presenza o altro. Se siete disponibili a fare i rappresentanti di lista a Bologna, contattatemi in privato.
Umberto Bosco
Consigliere Comune di Bologna
umberto.bosco@comune.bologna.it

Polizia Municipale, Bosco (LN): “cambiano i vertici, restano i disservizi”

Mi sono giunte alcune segnalazioni documentate di chiamate alla Polizia Municipale di Bologna alle quali nessuno si è degnato di rispondere.
Circa un anno fa mi successe un episodio analogo: rimasi coinvolto in un incidente stradale mentre transitavo in bici su via Ferrarese, il conducente di un auto parcheggiata ha aperto la portiera mentre passavo. Visto che lo stesso si rifiutava di fornirmi le sue generalità e gli estremi della polizza assicurativa, ho dovuto chiamare la Polizia Municipale. Le tre chiamate si sono disconnesse automaticamente dopo alcuni minuti di attesa. Fortunatamente l’automobilista alla fine si è deciso a fornirmi le sue generalità e la questione si è risolta per il meglio, mi chiedo però quanti casi simili si siano verificati e quanti cittadini in difficoltà e urgenza siano stati ignorati da chi, in questi casi, dovrebbero tutelarli. Per queste ragioni ho presentato un’interrogazione per chiedere lumi al Comandante della PM.

Centro islamico di via Ristori, Bosco (LN): ci sono regole urbanistiche da rispettare per i luoghi di culto, basta a moschee mascherate da centri culturali.

Le cosiddette moschee presenti in città non sono, in realtà, tali. Si tratta nella maggioranza dei casi di sedi di Associazione di Promozione Sociale. La normativa nazionale consente alle APS di aprire una sede ovunque in deroga alla norme urbanistiche.

Mascherare una moschea da centro cultura rappresenta quindi uno stratagemma utile a realizzare un luogo di culto aggirando gli obblighi e divieti che a tali edifici si applicano. Divieti e obblighi che servono a tutelare il decoro urbano, la viabilità e, non per ultima, l’incolumità di chi frequenta i luoghi di culto. Inoltre non mancano le sentenze che ribadiscono la netta separazione tra l’associazionismo e il culto, quest’ultimo sarebbe permesso all’interno delle sedi delle associazioni solo in maniera marginale rispetto all’attività dell’associazione. Sappiamo bene però che molto spesso l’attività di culto è preponderante se non addirittura esclusiva.

Non solo il Comune di Bologna ne è consapevole e finge di non vedere ma addirittura concede spazi di sua proprietà per le medesime attività.

Centri islamici che spuntano come funghi sul territorio comunale generano comprensibili preoccupazioni da parte dei residenti, in parte legate al pericolo che l’islam rappresenta a livello ideologico, in parte legate a questioni più pratiche come la sicurezza, il degrado, la viabilità e il deprezzamento immobiliare.

A breve presenterò un’interrogazione per avere tutti i documenti del caso e un’interpellanza per sapere se la Giunta intenda continuare a tollerare e sponsorizzare la diffusa illegalità che caratterizza la nascita e la presenza di moschee sul territorio comunale.

Umberto Bosco
Consigliere Lega Nord
Comune di Bologna