Giustizia fai da te in via Zamboni, intervento in aula di Bosco (LN)

Giustizia fai da te in via Zamboni, intervento in aula di Bosco (LN)

Tutti noi abbiamo avuto notizie circa l’episodio di cronaca che ha visto un cittadino marocchino con numerosi precedenti penali per spaccio e furto, sorpreso a scippare una ragazza e malmenato dal compagno della stessa.

L’improvvisato giustiziere, un vicentino incensurato è stato prontamente individuato e denunciato dalle forze dell’ordine. Molto probabilmente affronterà un processo per lesioni.

A seguito degli articoli di stampa pubblicati sulla vicenda, il ragazzo è stato investito da una popolarità e da una solidarietà senza precedenti, diversi avvocati, alcuni dei quali presenti in quest’aula, si sono offerti di assisterlo gratuitamente e in tanti giustamente si chiedono per quale ragione il malvivente marocchino circolasse liberamente nonostante l’ordine di lasciare il territorio nazionale.

In molti, vedono nel giovane ragazzo che senza dubbio ha agito per l’impulso di proteggere la sua compagna, un eroe da premiare anziché da punire. Alcuni in quest’aula condividono questa visione, altri no.

Ma al di là delle diverse opinioni che ciascuno di noi possa essersi fatto sulla vicenda, ritengo che una riflessione sia d’obbligo.

Se è vero che il Comune di Bologna non ha particolari responsabilità circa la diffusa impunità che caratterizza questo Paese dove delinquenti patentati vengono rimessi in libertà a poche ore dall’arresto e dove chi dovrebbe lasciare il paese continua a restarci e a delinquere, è altrettanto vero che il Comune di responsabilità ne ha tante per la formazione di quella che ormai è diventata un’enclave. Il quartiere universitario, in particolare la zona di via Zamboni, Piazza Verdi e via Petroni sono a tutti gli effetti un territorio occupato dove la criminalità è deliberatamente tollerata.

Tutti a Bologna sanno che se ti rubano la bici molto probabilmente la potrai ricomprare accanto al teatro comunale. Tutti sanno che se vuoi fare un comizio in piazza verdi non sono il Prefetto o il Comune le autorità competenti ad autorizzarti, sono i collettivi universitari.

E dobbiamo tenere a mente che è in questo contesto che la vicenda si è consumata e dobbiamo ammettere che se non si tratta di una giustificazione è di sicuro è un’attenuante.

Se l’esuberante vicentino avesse chiamato le forze dell’ordine anziché intervenire, possiamo in tutta onestà affermare che il malvivente sarebbe stato effettivamente punito per il tentato furto? Io non credo!

Ed è questo il nocciolo della questione: se il crimine e l’illegalità non troveranno il polso fermo delle istituzioni, di tutte le istituzioni, ogni giorno avremmo più persone che si faranno giustizia da sole e meno argomenti per condannarle.

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UmbertoBosco

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