Se i musulmani cercano davvero il dialogo, lo dimostrino venendo in commissione

Se i musulmani cercano davvero il dialogo, lo dimostrino venendo in commissione

Il continuità con quanto avvenuto in campagna elettorale, durante la quale il Presidente della CiB ha evitato ogni tipo di confronto circa il tema della realizzazione di moschee, anche oggi il dialogo che afferma di ricercare con la città è limitato solo a chi la pensa come lui.
I numeri snocciolati dall’assessora Zaccaria circa i fedeli presenti in città sono completamente inattendibili. Basti pensare che la Chiesa Cattolica dispone di accurati e aggiornati registri battesimali, tuttavia i numeri di questi registri non consentono alcuna stima circa quanti battezzati si sentano ancora cattolici e siano praticanti. Per aderire all’islam basta recitare una frase e non esiste un’organizzazione che formalizzi o registri l’effettiva appartenenza alla fede islamica. Le stime citate dall’assessora etichettano come musulmano chiunque provenga da un paese a maggioranza islamica, compresi coloro che dall’islam scappano a gambe levate o chi proviene da paesi profondamente laicizzati come l’Albania. Non è inoltre possibile stimare né gli apostati (che spesso si guardano bene dal dichiararlo) né i convertiti. Sia Lafram che Zaccaria si riempiono la bocca con la parola Costituzione ma il libertà di culto non è la libertà di costruire luoghi di culto. Questi sono normati da apposite leggi e soggetti a vincoli urbanistici, le sale di preghiera di preghiera che abbiamo in città non sono quasi mai inquadrate come luoghi di culto bensì come sedi di associazioni, uno stratagemma utile ad aggirare le regole alle quali gli altri culti invece si adeguano. Se la Comunità Islamica Bolognese, come dichiara il suo Presidente, cerca un dialogo con il Comune, anziché trattare solo con la Giunta, venga all’udienza conoscitiva che ho richiesto in Commissione, la sede istituzionale più adeguata ad affrontare un confronto plurale.

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UmbertoBosco

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