“Noleggia un clandestino” dall’ironica finzione alla triste realtà bolognese

Nel novembre 2014 ha fatto molto scalpore il mio video satirico “Noleggia un clandestino” nel quale mi improvvisavo televenditore che cercava di “rifilare agli italiani” un sedicente profugo da tenere in casa con la promessa di un contributo statale di 900€ al mese.
In molti hanno intenzionalmente evitato di cogliere l’ironia, altri si sono limitati a stigmatizzare la satira sul dramma dei barconi, altri ancora semplicemente non tollerarono che un leghista potesse fare satira.
Sui quotidiani di oggi leggo che la finzione è diventata realtà, il Comune di Bologna, mediante appositi fondi ministeriali collocherà diversi profughi (quasi tutti maschi e maggiorenni) nelle abitazioni dei privati cittadini che saranno “indennizzati” da un contributo mensile di circa 300-350€, una bella differenza tra i 900 euro ventilati a suo tempo dal Ministro Alfano. Dato che i fondi provengono dallo Sprar (ministero dell’Interno) ma il progetto è gestito, guarda caso, da una cooperativa, sarebbe utile sapere quanto incassa quest’ultima, al netto del contributo erogato alle famiglie.
La maggior parte dei richiedenti sono giovani maschi che alla fine delle lunghe e dispendiose indagini, durante le quali sono ospitati a nostre spese, non ottiene lo status di rifugiato. Oltre al danno la beffa, questi scrocconi, una volta vistosi negato l’asilo politico, restano sul territorio nazionale o si spostano in altri stati europei, vivendo di espedienti e criminalità.
Un sistema di accoglienza indiscriminata come questo non può reggere a lungo, prima lo capiamo meglio è. Anche e soprattutto per quelle migliaia di sfortunate persone che ogni anno affogano nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le nostre coste, forse attirati dai racconti e dai selfie di chi soggiorna in albergo.
Umberto Bosco militante Lega Nord Bologna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.