Car Sharing TPER, Bosco (Lega): “Tper si occupi di trasporto pubblico, col car sharing ha già dimostrato di non saper stare in piedi da sola”

auto mi muovo tper

Tper si butta sul car sharing. O meglio, si ributta sul carsharing. Speriamo questa volta senza buttare i soldi dei contribuenti. Nell’ambito della discussione ormai vecchia sul bando del car sharing a flusso libero mi insospettii la premura della Giunta di favorire le auto elettriche, trattandosi di una tecnologia ancora inadatta al servizio car sharing a flusso libero essendo i mezzi molto utilizzati durante la giornata. Quando ho visto che dietro “Corrente”, così si chiama il nuovo servizio di car sharing, c’è Tper che già gestisce un servizio di car sharing a dir poco deludente e che sopravvive solo grazie agli ingenti contributi comunali e regionali, tutto si è chiarito. È giusto che i cittadini sappiano alcune cose: la prima è che Corrente, a differenza di Enjoy, non pagherà alcun canone al Comune, la seconda è che molto probabilmente il vecchio e inutilizzato servizio di car sharing, quello che ci costa un occhio e usano in pochissimi, continuerà a costarci un occhio e sarà ancora meno utilizzato. Sulla questione ho già depositato una domanda di question time.

Flop Ficobus, Bosco (Lega): “rischio d’impresa a carico di Tper”

Flop Ficobus, Bosco (Lega): “rischio d’impresa a carico di Tper” — Il dogmatico e dispendioso sostegno istituzionale al Parco Agroalimentare FICO ha contagiato anche le società partecipate. Nonostante TPER e la Giunta si siano presentati senza i dati necessari a valutare la sostenibilità economica del servizio navetta, in Commissione è emerso che il flop del servizio sarà a carico di Tper, azienda a totale partecipazione pubblica (30,11% del solo Comune di Bologna). Mi insospettisce non poco il fatto che a sollecitare la rimodulazione del servizio siano state le forze d’opposizione e non la stessa Tper. Ragion per cui, nonostante la Fondazione FICO, TPER e l’Assessora Priolo si siano detti disponibili a rimodulare il servizio prima ancora della scadenza della fase sperimentale, dubito fortemente che questo avverrà. Continueranno quindi a circolare pressoché vuoti i lunghi bus snodati, tanto paga Tper, cioè i contribuenti bolognesi e emiliani. Per queste ragioni ho già avviato le opportune valutazioni tecniche, mi riservo quindi l’opportunità di segnalare la questione alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Umberto Bosco Consigliere Lega Nord Comune di Bologna

Bosco e Malossi (Lega):”Ennesimo crimine in Montagnola, necessario presidio fisso di Polizia”

“Dopo l’ennesimo furto subito nel parco Montagnola di Bologna la Giunta prenda atto che diverse zone della città sono ormai fuori controllo “- è quanto affermano in una nota congiunta Umberto Bosco, consigliere comunale di Bologna e Nicolò Malossi, coordinatore provinciale Lega Giovani.
“Il PD per anni ha minimizzato, parlando “sicurezza percepita” e solo oggi si sveglia e cade dal pero. Ma i cittadini bolognesi da anni fanno le spese della miopia piddina, subiscono minacce, aggressioni e furti;”- prosegue Bosco-“una situazione diventata insostenibile “.
Sulla stessa linea Malossi:”Siamo arrivati all’assurdo in cui i cittadini non possono usufruire di uno dei parchi più importanti della città, sede tra l’altro di una scuola materna”.
A tal proposito concludono Bosco e Malossi:”è necessario un presidio fisso della polizia municipale nel parco al fine di garantire la tranquillità dei cittadini”

Scritte sui muri e droga, Bosco (Lega): “inerzia Giunta è ragione più plausibile”

Gli esseri umani sono portati a vedere schemi, in questo siamo meglio di qualsiasi altra specie e computer ma talvolta vediamo schemi che non esistono. A Bologna circola tanta droga e ci sono tante scritte sui muri. Penso che Lepore non si riferisca ai murales artistici, semmai a tag o scritte incomprensibili che possono sembrare messaggi in codice. Personalmemte ritengo che gli spacciatori di droga siano sufficientemente “sgamati” da comunicare attraverso messaggi criptati di tipo digitale, più affidabili di scritte che potrebbero essere cancellate o alterate. Non escludo categoricamente l’idea che le bande criminali si siano spartite il territorio felsineo marcandolo con dei segni distintivi ma invito la Giunta ad applicare il principio del rasoio di Occam che suggerirebbe una spiegazione più semplice, cioè che a Bologna gira tanta droga e ci sono tante scritte sui muri per la combinazione di due fattori: la presenza di giovani (la categoria più attiva sia nel consumo di stupefacenti, sia nel vandalismo grafico dei muri) e il l’inerzia delle istituzioni che non hanno mai fatto abbastanza nell’attività di contrasto e prevenzione dei due fenomeni.

Bando gestione canile deserto, Bosco: “Zaccaria tagli delle teste o a rimetterci saranno ancora gli animali”

Gli sforzi e le intenzioni dell’assessora, sulla cui buona fede non ho particolari dubbi, sono vanificati dalla miopia politica del PD che con leggerezza e disinformazione boccia gli odg della minoranza ma soprattutto dalla manifesta incompentenza di chi ha collezionato una serie di bandi deserti. O Zaccaria passa alle maniere forti affidando a qualcuno di più capace le questioni relative al canile o per i cani e i gatti si apriranno scenari molto grigi. A rendere il tutto più sgradevole, l’eccessivo zelo dimostrato dall’ufficio gare che ha motivato l’inammisibilità della proposta presentata da TdB con la mancata elencazione delle risorse oggetto di avvallimento. Una motivazione che, nonostante le spiegazioni fornite, rimane incomprensibile visto che le risorse erano limitate “all’anzianità di servizio” presso altri canili, requisito che nessun soggetto di nuova formazione può vantare. Sfuma così la possibilità di affidare il canile a persone competenti e motivate per l’amore per gli animali. Paradossalmente, si stava meglio quando si stava peggio, cioé quando le deleghe erano affidate ad assessori assenteisti e disinteressati.

Terrorismo, Bosco (Lega): “Regolamento antifascista funziona anche con islam, ora la sinistra si tolga i paraocchi”

“L’immane sforzo politico e amministrativo messo in campo dalla sinistra bolognese per impedire la fruizione di spazi pubblici da parte di gruppi neofascisti potrebbe trovare applicazione anche per le associazioni islamiche che, come quelle neofasciste, praticano ed esibiscono forme di discriminazione sessuale e religiosa ma, che a differenza di queste, gli spazi pubblici bolognesi li utilizzano davvero. La speranza, oltre a quella di togliere metri quadri alla propaganda islamista, è quella di aprire gli occhi alla sinistra, ipersensibile all’intolleranza di matrice neofascista ma cieca a quella islamica, molto più insidiosa anche perché trova legittimazione e dignità nascondendosi dietro al paravento della religione e cultura di una minoranza.”

Terrorismo, Bosco (Lega): “armi spuntate contro terroristi made in Italy”

Se si tratta di cittadini extracomunitari, un ragionevole sospetto è sufficiente per ottenere un decreto di espulsione e rimpatriare il presunto o aspirante terrorista ma quando il “virus” dell’islamismo contagia un cittadino italiano, magari figlio d’immigrati di prima generazione, la questione si complica. L’abbiamo visto con Youssef Zaghba, cittadino italiano, noto agli inquirenti per certe frequentazioni pericolose ma incensurato. Anche Zaghba fu fermato al Marconi ma, non potendolo espellere, dovettero rilasciarlo e, una volta arrivato oltre manica, ha messo a segno l’attentato. Paradossalmente, un contesto accogliente e liberale come quello europeo si è dimostrato terreno fertile dove ideologie politico-religiose molto pericolose hanno attecchito. Basti pensare che paesi come il Regno Unito e Belgio sono oggi tra i principali esportatori di jihadismo. È ora che le istituzioni capiscano che concedere spazi e riconoscimenti alla religione islamica e ai suoi sedicenti rappresentanti è controproducente.

Canile, Bosco (Lega): “Vergognoso attacco del PD che accusa i precedenti gestori e volontari per l’ennesimo bando deserto”

Nella seduta odierna di question time, la frattura tra maggioranza e giunta ha assunto contorni paradossali. Da una parte l’Assessora Zaccaria che si cosparge il capo di cenere, ammettendo che due bandi deserti di seguito denotano un problema (interno agli uffici ndr) che è il caso affrontare quanto prima. Dall’altra parte il capogruppo Mazzanti che scarica la responsabilità del bando deserto alle tensioni in essere tra gestori e volontari. I fatti smentiscono la goffa analisi del democratico. Non è il lotto per la gestione del canile ad essere andato deserto, bensì quello del servizio veterinario, figura decisamente estranea alle tensioni citate dal capogruppo. Un PD più papista del Papa, si potrebbe dire, che cerca capri espiatori anche dove la Giunta non esita ad ammettere le proprie responsabilità.

Bando Servizio Veterinario del Canile andato deserto, Bosco (Lega): “Esito prevedibile a fronte di risorse insufficienti”

Nessuno, neanche l’attuale gestore del servizio veterinario, ha ritenuto congrue le risorse messe a disposizione dal Comune di Bologna. A poco sono valsi i modesti aumenti di risorse e il bando europeo per 2 anni, contromisure messe in campo dall’Amministrazione per scongiurare l’ennesimo bando deserto (stesso esito anche per il precedente bando per la gestione). Il bando per la gestione e le pulizie (lotto 1) ha invece un solo partecipante, un raggruppamento temporaneo d’imprese, che però ancora non sa se la propria offerta sia stata ritenuta ammissibile. Chiederò alla presidente Manca di convocare urgentemente un’udienza conoscitiva nella quale analizzeremo le ragioni dell’ennesimo fallimento. Bologna deve mettersi in testa che i servizi di qualità hanno un costo, pertanto, o si mettono in campo risorse “sostenibili” o a rimetterci saranno gli animali.

Pratello R’Esiste, Bosco (Lega): “Cartelli di divieto di sosta irregolari, le auto non possono essere rimosse ma la PM lascia la segnaletica dov’è”

L’ordinanza comunale relativa alla manifestazione Pratello R’Esiste e segnalata sui cartelli di rimozione forzata, in realtà vieta il transito, non la sosta. I cartelli di rimozione forzata che citano l’ordinanza sono pertanto irregolari.
Nell’area interessata dalle celebrazioni insistono altri cartelli, nei quali appare la parola “Ordina” ma il documento in questione non è un’ordinanza, bensì una concessione di suolo pubblico e i cartelli sarebbero dovuti essere collocati con 72 ore di anticipo con contestuale comunicazione ai vigili che non mi risulta essere avvenuta.
Nelle strade sono inoltre comparsi altri cartelli “fai da te” che che parlano di chiusura del traffico e sosta vietata dalle 8 alle 23 quando l’ordinanza dice dalle 7 alle 21 e vieta solamente il transito.
Nulla contro la manifestazione in sé, alla quale in passato mi è capitato di partecipare, ma non è giusto che i residenti del quartiere siano indebitamente portati a credere di dover rimuovere l’auto quando non è così.
Chiedo quindi alla PM di vigilare sul rispetto delle regole anche durante la fase di allestimento e di rimuovere i cartelli che possono trarre in inganno i residenti.