Strumentalizzare i morti e passare per quelli buoni – la strategia di Saverio Tommasi

Strumentalizzare i morti e passare per quelli buoni – la strategia di Saverio Tommasi

Com’è possibile fare una cosa del genere e farla franca? Ce lo insegna Fanpage, il sito di Saverio Tommasi, l’abile showman che si presenta ai ritrovi dei vari gruppi (PD, Lega, Meeting di Rimini, ecc) a intervistare i partecipanti salvo poi pubblicare solo le risposte più stupide o imbarazzanti. Lo so perché è capitato anche a me di essere intervistato ma, delle mie puntuali risposte, nei suoi video, non c’è traccia.La strategia di Fanpage prevede, a volte in modo diretto, altre indiretto, di incolpare il Governo GialloVerde per la recente tragedia del mare che ha visto 117 persone morire a largo delle coste libiche. La narrativa è la stessa da anni. Si ritrae il #cinismo di una società (plasmata da un Governo) affermando che di una tragedia non importa a nessuno.

Affermazione al limite del ridicolo a fronte del fatto che i giornali cartacei escono il giorno dopo gli eventi e, grosso modo, tutti danno grande risalto al naufragio. Idem online. Clicco sul link per leggere i dettagli del diffuso menefreghismo e mi ritrovo a leggere forse il peggior articolo mai scritto da Saverio Tommasi che cerca di dipingere la portata della tragedia con improbabili analogie su quante sarebbero 117 persone, misurate in metri, piani di un palazzo, secondi di corsa di Usain Bolt, uffici postali, supermercati, ecc. https://www.fanpage.it/quanti-sono-117-morti/

Molto più corretto (si fa per dire) il pezzo scritto dalla Redazione di Fanpage (che forse qualche redattore capace e corretto lo conta). Fatta eccezione per il finale che usa questa tragedia (definendola annunciata) e dei non meglio precisati fatti per sentenziare il fallimento della linea di Salvini.

Quando un giornalista parla di fatti, dovrebbe menzionare quali fatti (e magari la fonte). Sul cartaceo c’è carenza di spazio, certe omissioni sono “perdonabili” ma online, non ci sono scuse, basta un link.Per fortuna qualche Giornalista (la maiuscola è intenzionale) esiste ancora. Sul Carlino di oggi c’è un editoriale (disponibile anche online) di Pierfrancesco De Robertis , già direttore de La nazione, che illustra i fatti, citando i numeri e ci spiega, meglio di come saprei fare io, su quali sensibilità la propaganda immigrazionista fa leva.

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UmbertoBosco

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