Kosovaro espulso, Bosco (Lega): “con musulmani italiani abbiamo le mani legate e luoghi di preghiera grandi o piccoli non aiutano a scongiurare estremismo, anzi…”

Bene l’espulsione del kosovaro e degli altri due estremisti ma è una misura che il nostro ordinamento ci consente di adottare solo con gli stranieri che possiamo, appunto, espellere prima ancora che commettano reati. Ben diverso per i cittadini italiani e comunitari con i quali servono prove tangibili di un’effettiva affiliazione con organizzazioni terroristiche, mancate con Youssef Zaghba, l’attentatore di Londra con passaporto italiano. Lo strumento più efficace è quello di ostacolare, nei limiti del possibile e del legale, ogni forma di aggregazione islamica, è l’unico modo per disinnescare la radicata tendenza dei musulmani a chiudersi tra di loro, limitando al minimo le interazioni con i non musulmani. La sinistra bolognese pensa di integrarli concedendo loro rappresentanza e moschee, politiche che in tutta Europa hanno generato ghetti e alimentato le posizioni più oltranziste e pericolose dell’Islam.

Flop Ficobus, Bosco (Lega): “rischio d’impresa a carico di Tper”

Flop Ficobus, Bosco (Lega): “rischio d’impresa a carico di Tper” — Il dogmatico e dispendioso sostegno istituzionale al Parco Agroalimentare FICO ha contagiato anche le società partecipate. Nonostante TPER e la Giunta si siano presentati senza i dati necessari a valutare la sostenibilità economica del servizio navetta, in Commissione è emerso che il flop del servizio sarà a carico di Tper, azienda a totale partecipazione pubblica (30,11% del solo Comune di Bologna). Mi insospettisce non poco il fatto che a sollecitare la rimodulazione del servizio siano state le forze d’opposizione e non la stessa Tper. Ragion per cui, nonostante la Fondazione FICO, TPER e l’Assessora Priolo si siano detti disponibili a rimodulare il servizio prima ancora della scadenza della fase sperimentale, dubito fortemente che questo avverrà. Continueranno quindi a circolare pressoché vuoti i lunghi bus snodati, tanto paga Tper, cioè i contribuenti bolognesi e emiliani. Per queste ragioni ho già avviato le opportune valutazioni tecniche, mi riservo quindi l’opportunità di segnalare la questione alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Umberto Bosco Consigliere Lega Nord Comune di Bologna

Pratello R’Esiste, Bosco (Lega): “Cartelli di divieto di sosta irregolari, le auto non possono essere rimosse ma la PM lascia la segnaletica dov’è”

L’ordinanza comunale relativa alla manifestazione Pratello R’Esiste e segnalata sui cartelli di rimozione forzata, in realtà vieta il transito, non la sosta. I cartelli di rimozione forzata che citano l’ordinanza sono pertanto irregolari.
Nell’area interessata dalle celebrazioni insistono altri cartelli, nei quali appare la parola “Ordina” ma il documento in questione non è un’ordinanza, bensì una concessione di suolo pubblico e i cartelli sarebbero dovuti essere collocati con 72 ore di anticipo con contestuale comunicazione ai vigili che non mi risulta essere avvenuta.
Nelle strade sono inoltre comparsi altri cartelli “fai da te” che che parlano di chiusura del traffico e sosta vietata dalle 8 alle 23 quando l’ordinanza dice dalle 7 alle 21 e vieta solamente il transito.
Nulla contro la manifestazione in sé, alla quale in passato mi è capitato di partecipare, ma non è giusto che i residenti del quartiere siano indebitamente portati a credere di dover rimuovere l’auto quando non è così.
Chiedo quindi alla PM di vigilare sul rispetto delle regole anche durante la fase di allestimento e di rimuovere i cartelli che possono trarre in inganno i residenti.

Moschea a Bologna, Bosco (Lega): “scontenterebbe gli stessi musulmani e sarebbe incostituzionale”

Il vuoto normativo lamentato da Lafram non esiste, la Costituzione (art.8) è chiarissima in merito ai culti istituzionalmente riconosciuti, il problema è semmai che l’Islam è incompatibile con l’ordinamento italiano e/o che le organizzazioni islamiche non sono state capaci di mettersi d’accordo tra loro. Carenze che hanno impedito ai musulmani la stipula di un’Intesa con lo Stato. A riprova di questo c’è il caso della famosa legge regionale 2/2015 della Regione Lombardia (rinominata legge anti-moschee) sulla quale il Governo Renzi aveva promosso il ricorso alla Corte Costituzionale, la quale però ha sostanzialmente confermato la legittimità della norma stringente sull’edilizia di culto. Al di là degli aspetti normativi, va anche precisato che la realizzazione di una grande moschea capiente e monumentale scontenterebbe la maggioranza degli stessi musulmani che vedrebbero ingiustamente favorito un particolare gruppo a scapito di altri. Non bisogna dimenticare che, nonostante i tentativi di Lafram di dare loro una rappresentatività unitaria, le comunità islamiche restano molteplici e spesso, per ragioni politiche o etniche, non hanno rapporti tra loro. Va infine precisato che l’Islam è l’unica religione che oggi solleva diffidenza e preoccupazione tra la gente, anziché parlare di ignoranza o razzismo, i musulmani e, in primis, chi afferma di rappresentarli, dovrebbero liberarsi del vittimismo e avviare un serio percorso di autocritica.

Canile Bologna, Bosco (Lega Nord): “Rizzo Nervo diserterà commissione su futuro cani e gatti. Promesse da marinaio in fase congressuale sono autogol.”

Dal 1 ottobre 2017 il canile/gattile di Trebbo di Reno sarà privo di un gestore. Come sappiamo il bando scaduto il 31 agosto per l’affidamento della struttura (a partire dal 1 di ottobre 2017) è andato deserto e l’attuale gestore non è in grado di conservare, neanche temporaneamente l’incarico. Una situazione molto preoccupante che è stata tempestivamente segnalata da diversi consiglieri e oggetto di un odg che il PD ha deciso di rimandare in Commissione a fronte delle rassicurazioni offerte dell’Assessore Rizzo Nervo circa l’impegno della Giunta. Rassicurazioni ribadite anche in occasione di una domanda d’attualità dove l’Assessore confermava la disponibilità a confrontarsi con i consiglieri, lo staff e l’attuale gestore per trovare al più presto delle soluzioni.
Apprendiamo oggi, con grande disappunto, che queste promesse sono state bellamente disattese: l’Assessore ha, infatti, comunicato l’indisponibilità a presenziare all’Udienza conoscitiva richiesta.
Se Rizzo Nervo non è in grado di rispettare gli impegni assunti, anticipi le proprie annunciate dimissioni e lasci l’incombenza a qualcun altro così potrà dedicarsi a tempo pieno al Congresso provinciale.
Fare promesse da marinaio in questa delicata fase non è il più lungimirante degli stratagemmi per un candidato. Non mancano certo, tra i tesserati del PD, persone molto sensibili al benessere degli animali che, nella scelta del nuovo Segretario, terranno in debito conto questo atteggiamento irresponsabile.”
++
Umberto Bosco
Consigliere Comune di Bologna

Terrorismo, Bosco (Lega Nord) “Da Comune di Bologna approccio bipolare.”

 

Non è la prima volta che emerge come attentatori islamisti siano transitati per la nostra città ma se è vero che l’Italia se la passa meglio di altri paesi è altrettanto vero che siamo tutt’altro che immuni dalla deriva islamista.

In fenomeno islamista è globale e certe contromisure necessitano di una regia nazionale e internazionale ma anche gli enti locali possono giocare un ruolo decisivo nella prevenzione. Al Comune di Bologna non manca certo l’attenzione al tema, lo testimoniano le barriere anticamion periodicamente posate agli ingressi dei Tdays e lo testimonia la recente adesione al LIAISE 2, il progetto Europeo per il contrasto al radicalismo violento. Al Comune di Bologna manca però lungimiranza e visione di insieme, lo si deduce dall’ostinazione nel voler ignorare la presenza di luoghi di culto mascherati da associazioni e dalla manifesta intenzione di concedere spazi comunali alle comunità islamiche.

Anche chi si radicalizza unicamente attraverso il web, ha frequentato più o meno regolarmente luoghi di aggregazione islamica (moschee e sale di preghiera e carceri). Queste strutture, in Italia, come nel resto d’Europa, anche quando non sono corresponsabili della radicalizzazione, si sono dimostrate pressoché incapaci di disinnescare i processi che la generano.

Il miglior antidoto alla radicalizzazione è senza dubbio l’integrazione ma questa avviene principalmente mettendo i fedeli islamici nella condizione di dover interagire con il resto della comunità locale e di farsi contaminare dai suoi valori. Se invece le istituzioni locali, come fa il Comune di Bologna, perseverano nel tollerare e sponsorizzare l’aggregazione dei fedeli islamici, le probabilità che da questi assembramenti nascano terroristi non possono che aumentare.

La miopia dell’Amministrazione bolognese è figlia delle logiche elettorali del PD che vede nelle comunità islamiche un bacino elettorale allettante ed è proprio perché interessato unicamente ai numeri che a Milano il Partito Democratico ha spinto la candidata in consiglio comunale più tradizionalista e ortodossa, Sumaya Abdel Qader anziché un’esponente islamica laica e riformista come Ismail Maryan.

Islam, dichiarazioni vescovo Negri, Bosco (Lega Nord): “contributo musulmani non violenti a lotta al terrorismo è pari a zero”.

“Scagionare l’Islam dalla violenza generata dal jihadismo appellandosi al fatto che la maggior parte delle vittime siano musulmani è quanto di più falso e semplicistico si possa partorire. Idem per l’affermazione sul fatto che solo una piccola minoranza ha comportamenti violenti. Fin tanto che i musulmani che sinceramente si dissociano dai terroristi e dalla violenza non saranno disposti ad ammettere i problemi insiti nell’ideologia religiosa che li accomuna con essi, cioè quella che emerge dal Corano e dalla biografia di Maometto, il loro contributo nella lotta al terrorismo sarà nullo, se non addirittura controproducente. Avanzare critiche all’islam e al suo Profeta è il modo più efficace per innescare una reazione violenta. Piaccia o no, questa è la realtà dei fatti.”
Questa la replica di Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega Nord, alle dichiarazioni della CIB.”

Costituente islamica a Bologna, Bosco (LN): nata per unire, è l’ennesima spaccatura nell’Islam italiano

Oggi, presso il Centro Zonarelli, ho partecipato alla seconda riunione territoriale della Costituente islamica. Nata da una spaccatura all’interno dell’UCOII e a cui hanno aderito in qualità di promotori Hamza Roberto Piccardo (fondatore della stessa UCOII) e il figlio Davide. La prima cosa che è saltata agli occhi è l’importante assenza tanto delle istituzioni comunali (nessun assessore e consigliere si è presentato) quanto di esponenti della Comunità Islamica Bolognese (CIB). Assenza, quella del CIB di cui ho chiesto chiarimenti a Piccardo, il quale ha replicato che 2 delle associazioni facenti parte del CIB erano presenti in sala.
È però lecito pensare che la loro presenza in sala non rappresentasse una vicinanza o comunanza d’intenti tra neoformata Costituente e il coordinamento presieduto da Yassine Lafram, semmai rappresenta proprio una spaccatura all’interno di quest’ultima. Insomma, il conflitto tra le varie realtà islamiche italiane, tutte rigorosamente autoreferenziali, da oggi può contare su un attore in più. La rivalità tra Costituente islamica, l’UCOII e le realtà locali ad esso affiliate (ufficialmente o meno) inoltre spiegherebbe anche le insolite assenze istituzionali di esponenti del PD, che difficilmente disertano simili iniziative.
A Piccardo riconosco onestà intellettuale, dopo la delusione dell’UCOII, ha fondato un’altra organizzazione con scopi chiari e precisi: instaurare una democrazia rappresentativa all’interno della Costituente, diventare l’Ente rappresentativo dell’Islam italiano nella sua interezza siglando l’intesa con lo Stato Italiano, beneficiandone in termini di edificazione di luoghi di culto e 8 per mille. L’idea di dare rappresentanza democratica all’interno dell’Islam italiano però è destinata a fallire perché la storia ci insegna che il matrimonio tra Islam e Democrazia non dura per molto. Prima o poi la Democrazia farà qualcosa che l’Islam non gradisce e questi la rinnegherà, un po’ come avviene per i matrimoni celebrati con rito islamico dove il marito può rinnegare una moglie disobbediente.
Prima di presenziare all’incontro temevo che la nuova formazione potesse riuscire dove le altre hanno fallito, ma ora che alcune dinamiche interne mi sono chiare e a giudicare dalla scarsa risposta dei musulmani bolognesi, mi sbagliavo. Anche se è nata per unire i musulmani, la Costituente finora è riuscita solo ad allargare le spaccature già esistenti creandone al contempo di nuove.

Umberto Bosco
Consigliere Comune di Bologna

Convenzione Xm24, Bosco (LN): “Frascaroli chiede al comitato impegni già disattesi e un confronto già disertato”

Chi oggi si straccia le vesti in difesa dell’xm24 dov’era quando in commissione si discuteva, per tempo, del suo eventuale rinnovo? Nonostante le accuse e gli insulti che il comitato, per mezzo del suo sito e dei social network, ha indirizzato tanto alla maggioranza quanto alle opposizioni, non ci siamo mai espressi negativamente circa la validità di molte delle iniziative organizzate all’interno dell’ex mercato. I problemi principali riguardano gli effetti collaterali delle attività ludiche che arrivano a notte fonda e che, per l’inciviltà di alcuni utenti e per volume troppo alto della musica, rendono impossibile il sonno a chi abita nei paraggi. La convenzione scaduta a fine 2016, inoltre, prevedeva già gli impegni a carico del Comitato reclamati da Amelia Frascaroli circa il rispetto degli spazi circostanti, degli esercenti e dei residenti, impegni ampiamente disattesi. In commissione non sono certo mancate le occasioni per gli interessati di difendersi dalle accuse, né sono mancate le occasioni per ragionare assieme sulle soluzioni, tutte occasioni disertate dal Comitato che, stando a quanto dichiarato pubblicamente, ha preferito attaccare le istituzioni “fasciste” e rifugiarsi nel vittimismo. Non mi stancherò mai di ripeterlo: le iniziative autogestite sono un grande patrimonio per la città, ci sono, però, realtà che hanno saputo inserirsi nel rispetto di chi li circonda e chi, come xm24, è stato causa di problemi e tensioni. Il tempo sta per scadere, mi auguro che il pd non ceda alla prepotenza, facendo marcia indietro.

Umberto Bosco
Consigliere comunale di Bologna
Gruppo Lega Nord

Velo islamico, Bosco (LN): “chi ancora parla di libera scelta, il velo lo ha sugli occhi”

Anche se particolarmente timida e più restia di altre a sgomitare o alzare la voce per rivendicare spazi e diritti, quella bengalese resta una comunità molto chiusa, tradizionalista e intollerante. Chi frequenta esponenti di altre comunità o, peggio, adotta stili di vita occidentali viene stigmatizzato ed emarginato. Un atteggiamento culturale che da sempre caratterizza alcune comunità ma di cui ci accorgiamo solo al verificarsi di episodi eclatanti, spesso di cronaca nera. Mi auguro che questo episodio faccia risvegliare le coscienze di chi si ostina che a sognare di poter integrare chi disprezza i valori fondamentali della nostra società.
Che i sedicenti rappresentanti delle comunità islamiche si arrampichino sugli specchi per spacciare quella sul velo come una libera scelta è, tutto sommato, comprensibile e coerente con l’agenda politica di chi vuole sdoganare la cultura islamica come compatibile con i valori occidentali. Che una lunga schiera di politici e intellettuali prenda questa lettura come plausibile è però meno comprensibile e ben più preoccupante. Il velo nasce come strumento di “modestia sessuale”, una funzione che è rimasta pressoché invariata nei secoli a fronte dell’immutata criminalizzazione della fornicazione e della diffusa idea che le femmine necessitino sempre di un guardiano (padre, fratello o marito). Indossare il velo, è vero, può essere oggetto di una libera scelta ma molto di rado lo è davvero. Il condizionamento che molti giovani subiscono da parte della famiglia e della comunità etnica di riferimento è un elemento troppo spesso sottovalutato e ancora più spesso tollerato dalle istituzioni, più attente a restare dentro i canoni relativisti del politicamente corretto rispetto ad affrontare e risolvere un problema dilagante. Per ogni ragazza come Fatima, che si ribella alle imposizioni familiari, ce ne sono migliaia che cedono alle pressioni, che si adeguano. Sul piatto non ci sono solo le violenze fisiche che, con i dovuti limiti, le istituzioni sono in grado di affrontare, punendo i responsabili e allontanando le vittime. Un importante deterrente è rappresentato anche dalla minaccia di emarginazione sociale. Chi sceglie stili di vita difformi dal “gregge” viene allontanata perdendo amici e parenti, così molte ragazze “scelgono” di chinare e di coprire il capo. Presto o tardi se ne faranno una ragione fino al convincersi che sia meglio così, magari spingendosi ad accettare un matrimonio combinato, condannando a sua volta le sue figlie a vivere il medesimo copione.
Per queste ragioni mi auguro che i servizi sociali consentano a Fatima di rifarsi una vita lontano da una famiglia e da un comunità capaci solo di soffocare la sua personalità comprimendo la sua libertà.

Umberto Bosco
Consigliere Lega Nord
Comune di Bologna