Labàs, Bosco (LN): “il Comune ignora i reati annunciati da Labàs”

Come annunciato con largo anticipo sui social network, oggi sono partiti i lavori di “decorazione” dei muri esterni dell’ex-caserma Masini, da anni occupata da Labàs. Esattamente una settimana fa, lunedì 20 marzo, ho annunciato in Consiglio comunale le intenzioni del collettivo per oggi e domani e ho contestualmente presentato un odg per sollecitare il pronto intervento del Comune a tutela della legalità. Il capogruppo del PD, Claudio Mazzanti, si è opposto alla trattazione dell’odg, appellandosi al fatto che Giunta era già al corrente del tutto e che si sarebbe comportata di conseguenza. Le foto che oggi mi sono giunte suggeriscono che il comportamento assunto sembra essere l’inerzia.

Personalmente sono un grande estimatore della street art e ritengo che sia preciso dovere istituzionale tutelare le opere d’arte presenti in città, indipendentemente da come e da chi sono state realizzate. Tra i doveri di un’amministrazione c’è però anche quello di tutelare la legalità. Chi, dotato o meno di talento, si appresta a imbrattare o decorare il muro di qualcun altro, dovrebbe quanto meno farlo di nascosto! A Bologna il senso di impunità è invece così diffuso che gli interessati possono tranquillamente annunciare le proprie intenzioni, certi che nessuno li punirà. Non vedo l’ora di ammirare il lavoro svolto dai writers arrivati in città per l’occasione ma non posso che rammaricarmi per il fatto che la stessa o simile iniziativa si sarebbe potuta organizzare all’insegna della legalità come avvenuto in diverse occasioni, come il ponte di via stalingrado o il mercatino di via albani.

Umberto Bosco
Consigliere Lega Nord – Comune di Bologna

Barriere anticamion in Bolognina, Bosco (LN): “Giunta schizofrenica su sicurezza”

L’idea di estendere le misure a protezione della folla anche a eventi organizzati al di fuori del centro storico ha una sua ratio. Chi organizza attentati ha l’imbarazzo della scelta e ogni luogo di aggregazione è un potenziale bersaglio. Quella che invece appare completamente priva di senso, è l’idea che la dispendiosa istallazione delle barriere anticamion debba essere a carico degli esercenti che già sostengono ingenti costi per l’organizzazione di notti bianche, feste di strada e iniziative simili. Che tale idea provenga dalla stessa Giunta che ha fortemente criticato l’ipotesi che gli esercenti della Bolognina si rivolgano ad agenzie di vigilanza privata a compensazione delle evidenti carenze dimostrate dalle istituzioni, fa assumere alla vicenda i contorni dell’assurdo. Per queste ragioni, ho depositato una domanda d’attualità con la quale chiedo alla Giunta di fare chiarezza. Se la notizia dovesse trovare conferma, diverse iniziative diventerebbero economicamente insostenibili e rischierebbero di saltare, restituendo aree come la Bolognina al degrado dal quale, anche grazie all’impegno di molti esercenti, cerca, con fatica, di uscire.

Umberto Bosco, consigliere Lega Nord, Comune di Bologna

Party e street art al Labas, Bosco (LN): “per il PD la legalità è un valore rimandabile”.

La reazione delle istituzioni ai disagi generati dal rave party organizzato nel weekend presso l’ex Caserma Pezzotti è stata vergognosamente tardiva. Solo nella mattinata di domenica l’area è stata sgomberata. Eventi come questi sono organizzati con ampio anticipo e pubblicizzati online, chiunque, se vuole, può sapere dove e quando il rave party sarà organizzato, compresa l’Amministrazione comunale. La sensazione che si ha, sia che queste iniziative le si frequenti sia che le si subisca, è quella di una città dove una certa illegalità è regolarmente tollerata al punto che la stessa viene tranquillamente annunciata pubblicamente. L’ennesimo caso del genere è quello del Labàs che la prossima settimana organizzerà una due giorni di musica e street art dove si prevede la decorazione anche dei muri esterni all’ex-caserma. Decorazione che non mi risulta essere stata concordata con la proprietà. Personalmente non sono contrario alla street art, anzi, spesso rappresenta decoro urbano che contrasta il degrado urbano.
Ma la legalità deve restare un paletto fisso, non negoziabile. Chi agisce nell’illegalità, anche se per ragioni lodevoli e condivisibili, deve essere pronto e disposto ad affrontarne le conseguenze e spetta alle istituzioni far rispettare queste regole. Per evitare che la Giunta comunale finga, ancora una volta, di essere colta impreparata da un evento estemporaneo, ho presentato un odg con il quale ho dapprima segnalato l’evento organizzato da Labàs per poi sollecitare l’intervento dell’Amministrazione a tutela della legalità. Inutili gli appelli rivolti al PD, il testo è stato prontamente rinviato in commissione dove sarà discusso mesi dopo i festeggiamenti.

Umberto Bosco
Consigliere Lega Nord – Comune di Bologna
Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6 – 40124 Bologna
051.2193151 – www.umbertobosco.it – umberto.bosco@comune.bologna.it

Sfratto Xm24, Lega Nord: “Non si diano altri spazi ai prepotenti”

“A quanto pare l’xm24 – dichiara Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega Nord – gioverà di ulteriori sei mesi di ospitalità nonostante la convezione sia scaduta da tempo. La fine del capitolo xm24 è comunque una buona notizia, da anni segnaliamo i grandi disagi arrecati a residenti e attività commerciali da alcune delle iniziative organizzate dal centro sociale. Problemi dei quali, dopo anni di favori, concessioni e negazionismo, anche il centro sinistra bolognese ha dovuto ammettere l’esistenza.
Il collettivo ha dimostrato di considerare la concessione degli spazi di via Fioravanti come un diritto acquisito e di non essere disponibile al dialogo, disertando la commissione consiliare che chiedemmo sulla questione. Nonostante il trattamento poco lusinghiero che l’xm24 ha sempre riservato alla Lega Nord, non ci siamo mai opposti al suo ricollocamento in un’area dove non arrechi disturbo ma, vista l’annunciata resistenza e le velate minacce di ritorsione, – conclude Bosco – chiederemo, attraverso un odg, alla Giunta di interrompere qualsiasi eventuale ricerca di nuovi spazi.”
Dello stesso avviso il Capogruppo del Carroccio, Francesca Scarano che coglie l’occasione per ringraziare le forze dell’ordine per la professionalità dimostrata durante gli sgomberi, sempre più complessi a causa dell’interferenza dei collettivi, come sta avvenendo in queste ore in via di Corticella. “Contro i facinorosi” – conclude Scarano – “serve la massima fermezza e la collaborazione di tutte le Istituzioni.”

Telecamere e venditori abusivi, Bosco(LN): “Malagoli fa sue le misure che chiediamo da anni”

“Un sistema centralizzato di telecamere a disposizione di tutti i settori del Comune e, ovviamente, delle Forze dell’Ordine. Esattamente ciò che, come Lega Nord, chiediamo da anni. Duole comunque constatare che molte telecamere non sono state istallate per assicurare il presidio del territorio bensì per fare cassa con le multe. La centralizzazione delle telecamere resta però un passo in avanti.
Bene anche i sequestri della merce, contraffatta e non, venduta abusivamente in via Indipendenza. Visto che le multe non le paga nessuno, il danno economico conseguente al sequestro della merce, rappresenta l’unica azione utile a contrastare il fenomeno. Se il comune avesse adottato la tolleranza zero che da sempre chiediamo sul commercio abusivo, il fenomeno non avrebbe certo raggiunto questi livelli, attirando decine di abusivi che per anni hanno operato nell’illegalità mentre le istituzioni fingevano di non vedere.
Non resta che aspettare e vedere se questi sequestri inaugureranno un giro di vite in materia di abusivismo commerciale o se saranno le solite azioni spot, commissionate alla Polizia Municapale prima di una conferenza stampa.”

Umberto Bosco
Consigliere Lega Nord – Comune di Bologna
Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6 – 40124 Bologna
051.2193151 – www.umbertobosco.it – umberto.bosco@comune.bologna.it

Ressa di migranti in Stazione, Bosco e Scarano (Lega Nord): “l’accoglienza incondizionata e buonista conduce al Caos.”

“Persone impossibili da inserire nella nostra società che, assaggiato il rigore del nostro inverno e realizzata l’assenza di opportunità economiche, ora vorrebbero solo tornare nel paese da dove provengono. La responsabilità – dichiara Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega Nord – soprattutto morale di questo caos è di chi, a Roma come a Palazzo d’Accursio, promuove l’accoglienza a tutti i costi. Un atteggiamento che attira sempre più africani in Europa. Persone che, anziché investire nel proprio territorio ed essere agenti del cambiamento, spendono tutto ciò che hanno per pagare il viaggio ai trafficanti, in cerca di una fortuna che non esiste.”
“Non c’è sorprendersi – aggiunge la collega Scarano – se queste persone, sia che rientrino nei sistemi di protezione per richiedenti asilo, sia che si siano dati alla macchia senza farsi identificare, oggi forniscano, in molti casi, forza lavoro alla criminalità, con tutti i costi sociali che il fenomeno comporta e il danno, in termini di criminalità e sicurezza, che si ripercuote sulla cittadinanza.”

Umberto Bosco
Consigliere Comunale Bologna
umberto.bosco@comune.bologna.it

Cosa c’è dietro le moschee aperte ai cristiani

Il dialogo interreligioso come strumento per combattere il terrorismo. Questo in sintesi l’obiettivo che si è dato Foad Aodi, presidente delle Comunità Arabe in Italia e promotore dell’evento.

L’idea che questa iniziativa possa scongiurare il ripetersi di attentati è quanto meno azzardata. Per i militanti dell’isis, i musulmani che non ingaggiano la guerra santa sono indegni quanto ebrei e cristiani. Quella di demusulmanizzare i musulmani con i quali si è in disaccordo è una diffusa pratica utile a rendere halal (lecita) la violenza nei loro confronti. Non a caso la maggior parte delle vittime dell’isis sono proprio musulmane. Far accedere dei kafir (infedeli) all’interno delle “sacre” mura di una moschea ha più chance di indispettire potenziali terroristi piuttosto che quella di disinnescare le loro violente ambizioni. L’iniziativa ha senza dubbio fatto presa sui più ingenui e ottimisti, credenti o meno ma ad un osservatore più disilluso non dovrebbero sfuggire alcune dietrologie.

1. La quasi sconosciuta associazione delle Comunità arabe d’Italia. Il suo presidente ha senza dubbio trovato il modo di far parlare di sé entrando a gamba tesa nell’olimpo delle organizzazioni che in modo del tutto autoreferenziale millantano di rappresentare questa o quella comunità o minoranza.
2. La moschea saudita di Roma non ha aderito. Tecnicamente non hanno declinato l’invito, semplicemente non hanno risposto nonostante i numerosi solleciti. Un atteggiamento che suggerisce come l’iniziativa di Aodi non sia piaciuta nemmeno al regno saudita che controlla la grande moschea della Capitale. Ancora una volta le moschee sono il terreno di scontro politico tra nazioni o sette. Anche il principale centro islamico di Milano, quello di Viale Jenner ha disertato l’iniziativa.
3. Solo il terrorismo? Che il terrorismo islamista sia una piaga è qualcosa sul quale concordano anche moltissimi musulmani, persino diversi islamisti secondo i quali l’uccisione di innocenti rallenterebbe il processo di islamizzazione in corso. In molti però rimarrebbero sorpresi di scoprire come gli obiettivi politici dei tagliagole non siano così diversi da quelli dei loro pii e pacifici detrattori.
4. Perché invitare solo i cristiani? Un prete è stato sgozzato in chiesa dai militanti dell’isis e questo ha portato la Chiesa cattolica a invitare altri musulmani in chiesa. Una sorta di “porgiamo l’altra giugulare”. Ora siamo arrivati a invitare i cristiani in moschea. Perché? Ma soprattutto perché solo loro? Perché non invitare altre categorie? Per esempio: le associazioni di metallari (Bataclan), le associazioni per la libertà d’espressione (Charlie Hebdo). Gli ebrei (attacchi a sinagoghe e negozi kosher), le associazioni dei turisti (Nizza) ecc. Perché solo i cristiani?

Secondo me quello in corso è il tentativo, da parte delle organizzazioni islamiche, di stipulare un sodalizio con le gerarchie cattoliche nella speranza che queste giochino un ruolo di mediazione e favoriscano il riconoscimento istituzionale della religione islamica che, ad oggi, è priva di un’intesa con lo Stato. Non è un caso che a Bologna la comunità islamica non chieda la moschea ma il Sindaco di centrosinistra e il Vescovo premano per dargliela lo stesso.

Moschea di via Ristori, Bosco (LN): “Stabile non utilizzabile per attività di culto, daremo battaglia in Comune e, se necessario, al TAR”

Il Consiglio di Stato, esprimendosi su un caso analogo, ha ribadito che attività di culto e associazionismo sono ambiti separati e tali devono rimanere. Non è quindi consentito usare gli spazi di un’associazione per fare attività religiose. Nel question time di domani chiedo conto alla Giunta che, nella persona del Sindaco, non solo ha definito “lecita” la diffusa pratica di fondare associazioni per aggirare la normativa sugli edifici di culto ma in diverse occasione mette a disposizione i suoi spazi.

Quando c’è di mezzo l’Islam, le amministrazioni di centrosinistra tendono a chiudere un occhio o a interpretare leggi e sentenze in modo fantasioso; per queste ragioni tra poche settimane riprenderà la raccolta firme per il progetto di legge regionale cosiddetto “antimoschee”.

Se i musulmani cercano davvero il dialogo, lo dimostrino venendo in commissione

Il continuità con quanto avvenuto in campagna elettorale, durante la quale il Presidente della CiB ha evitato ogni tipo di confronto circa il tema della realizzazione di moschee, anche oggi il dialogo che afferma di ricercare con la città è limitato solo a chi la pensa come lui.
I numeri snocciolati dall’assessora Zaccaria circa i fedeli presenti in città sono completamente inattendibili. Basti pensare che la Chiesa Cattolica dispone di accurati e aggiornati registri battesimali, tuttavia i numeri di questi registri non consentono alcuna stima circa quanti battezzati si sentano ancora cattolici e siano praticanti. Per aderire all’islam basta recitare una frase e non esiste un’organizzazione che formalizzi o registri l’effettiva appartenenza alla fede islamica. Le stime citate dall’assessora etichettano come musulmano chiunque provenga da un paese a maggioranza islamica, compresi coloro che dall’islam scappano a gambe levate o chi proviene da paesi profondamente laicizzati come l’Albania. Non è inoltre possibile stimare né gli apostati (che spesso si guardano bene dal dichiararlo) né i convertiti. Sia Lafram che Zaccaria si riempiono la bocca con la parola Costituzione ma il libertà di culto non è la libertà di costruire luoghi di culto. Questi sono normati da apposite leggi e soggetti a vincoli urbanistici, le sale di preghiera di preghiera che abbiamo in città non sono quasi mai inquadrate come luoghi di culto bensì come sedi di associazioni, uno stratagemma utile ad aggirare le regole alle quali gli altri culti invece si adeguano. Se la Comunità Islamica Bolognese, come dichiara il suo Presidente, cerca un dialogo con il Comune, anziché trattare solo con la Giunta, venga all’udienza conoscitiva che ho richiesto in Commissione, la sede istituzionale più adeguata ad affrontare un confronto plurale.

Moschee, Umberto Bosco si confronta con PD e M5S e risponde a Ouadeh (Coalizione civica)

“Ho accettato molto volentieri di partecipare, in qualità di relatore, al dibattito organizzato venerdì 13 alle 20.30 al Baraccano dal Centro Studi Laicità dell’Università di Bologna da titolo “Moschea a Bologna. Problema o soluzione per la comunità?“.
Colgo l’occasione per replicare al candidato di Coalizione civica, Ouadeh che mi accusa di essere offensivo e poco informato.
Mai avuto intenzione di offendere nessuno, esprimo semplicemente, in qualità di cittadino e di candidato, le mie preoccupazioni su un tema che mi sta molto a cuore e del quale mi interesso da anni. Sono aperto al confronto, infatti parteciperò ad un dibattito sul tema.
Successivamente mi rendo disponibile anche ad un confronto con Quadeh e con altri candidati.
Per quanto riguarda l’invito di Bianchi a visitare la moschea Pendimi, lo ringrazio e accetto, compatibilmente con gli impegni della campagna elettorale. Mi preme però precisare che numerosi servizi giornalistici d’inchiesta, condotti in Italia come nel resto d’Europa, suggeriscono come non siano certo le visite guidate, lo strumento migliore per capire cosa accade veramente nelle moschee.”

Ufficio Stampa

Umberto Bosco
Candidato Consigliere Lega Nord
Comune di Bologna
moschea a Bologna