Kosovaro espulso, Bosco (Lega): “con musulmani italiani abbiamo le mani legate e luoghi di preghiera grandi o piccoli non aiutano a scongiurare estremismo, anzi…”

Bene l’espulsione del kosovaro e degli altri due estremisti ma è una misura che il nostro ordinamento ci consente di adottare solo con gli stranieri che possiamo, appunto, espellere prima ancora che commettano reati. Ben diverso per i cittadini italiani e comunitari con i quali servono prove tangibili di un’effettiva affiliazione con organizzazioni terroristiche, mancate con Youssef Zaghba, l’attentatore di Londra con passaporto italiano. Lo strumento più efficace è quello di ostacolare, nei limiti del possibile e del legale, ogni forma di aggregazione islamica, è l’unico modo per disinnescare la radicata tendenza dei musulmani a chiudersi tra di loro, limitando al minimo le interazioni con i non musulmani. La sinistra bolognese pensa di integrarli concedendo loro rappresentanza e moschee, politiche che in tutta Europa hanno generato ghetti e alimentato le posizioni più oltranziste e pericolose dell’Islam.

Moschea Bologna, Bosco (Lega): “tanta fretta perché sanno che prenderemo Regione”

“Lafram per anni si è lamentato, chiedendo per i musulmani un “luogo dignitoso” dove pregare, e ora lo stesso luogo, definito poco dignitoso, i musulmani se lo comprano. I mesi più caldi sono sempre quelli in cui l’amministrazione comunale licenzia le delibere più controverse ma la questione sarà oggetto di tutte le attenzioni del caso. La fretta della Giunta di centrosinistra e della CIB dipende anche dalla paura (ragionevole) di perdere la Regione il prossimo anno a vantaggio della Lega che senza dubbio introdurrà una legge “antimoschee”, sulla falsa riga di quella lombarda che ha già superato il vaglio della Corte Costituzionale. Comunque sia da settembre intendo ripartire con la raccolta firme per una legge regionale d’iniziativa popolare. Un’iniziativa già avviata nel 2016 ma che ho dovuto congelare a causa della riforma regionale in materia di urbanistica. Anche se musulmani e sinistra si riempiono la bocca di parole come “diritti” e “libertà di culto”, la questione è puramente urbanistica e proprio su quel frangente verterà la battaglia”

Terrorismo, Bosco (Lega Nord) “Da Comune di Bologna approccio bipolare.”

 

Non è la prima volta che emerge come attentatori islamisti siano transitati per la nostra città ma se è vero che l’Italia se la passa meglio di altri paesi è altrettanto vero che siamo tutt’altro che immuni dalla deriva islamista.

In fenomeno islamista è globale e certe contromisure necessitano di una regia nazionale e internazionale ma anche gli enti locali possono giocare un ruolo decisivo nella prevenzione. Al Comune di Bologna non manca certo l’attenzione al tema, lo testimoniano le barriere anticamion periodicamente posate agli ingressi dei Tdays e lo testimonia la recente adesione al LIAISE 2, il progetto Europeo per il contrasto al radicalismo violento. Al Comune di Bologna manca però lungimiranza e visione di insieme, lo si deduce dall’ostinazione nel voler ignorare la presenza di luoghi di culto mascherati da associazioni e dalla manifesta intenzione di concedere spazi comunali alle comunità islamiche.

Anche chi si radicalizza unicamente attraverso il web, ha frequentato più o meno regolarmente luoghi di aggregazione islamica (moschee e sale di preghiera e carceri). Queste strutture, in Italia, come nel resto d’Europa, anche quando non sono corresponsabili della radicalizzazione, si sono dimostrate pressoché incapaci di disinnescare i processi che la generano.

Il miglior antidoto alla radicalizzazione è senza dubbio l’integrazione ma questa avviene principalmente mettendo i fedeli islamici nella condizione di dover interagire con il resto della comunità locale e di farsi contaminare dai suoi valori. Se invece le istituzioni locali, come fa il Comune di Bologna, perseverano nel tollerare e sponsorizzare l’aggregazione dei fedeli islamici, le probabilità che da questi assembramenti nascano terroristi non possono che aumentare.

La miopia dell’Amministrazione bolognese è figlia delle logiche elettorali del PD che vede nelle comunità islamiche un bacino elettorale allettante ed è proprio perché interessato unicamente ai numeri che a Milano il Partito Democratico ha spinto la candidata in consiglio comunale più tradizionalista e ortodossa, Sumaya Abdel Qader anziché un’esponente islamica laica e riformista come Ismail Maryan.

Islam, dichiarazioni vescovo Negri, Bosco (Lega Nord): “contributo musulmani non violenti a lotta al terrorismo è pari a zero”.

“Scagionare l’Islam dalla violenza generata dal jihadismo appellandosi al fatto che la maggior parte delle vittime siano musulmani è quanto di più falso e semplicistico si possa partorire. Idem per l’affermazione sul fatto che solo una piccola minoranza ha comportamenti violenti. Fin tanto che i musulmani che sinceramente si dissociano dai terroristi e dalla violenza non saranno disposti ad ammettere i problemi insiti nell’ideologia religiosa che li accomuna con essi, cioè quella che emerge dal Corano e dalla biografia di Maometto, il loro contributo nella lotta al terrorismo sarà nullo, se non addirittura controproducente. Avanzare critiche all’islam e al suo Profeta è il modo più efficace per innescare una reazione violenta. Piaccia o no, questa è la realtà dei fatti.”
Questa la replica di Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega Nord, alle dichiarazioni della CIB.”

Costituente islamica a Bologna, Bosco (LN): nata per unire, è l’ennesima spaccatura nell’Islam italiano

Oggi, presso il Centro Zonarelli, ho partecipato alla seconda riunione territoriale della Costituente islamica. Nata da una spaccatura all’interno dell’UCOII e a cui hanno aderito in qualità di promotori Hamza Roberto Piccardo (fondatore della stessa UCOII) e il figlio Davide. La prima cosa che è saltata agli occhi è l’importante assenza tanto delle istituzioni comunali (nessun assessore e consigliere si è presentato) quanto di esponenti della Comunità Islamica Bolognese (CIB). Assenza, quella del CIB di cui ho chiesto chiarimenti a Piccardo, il quale ha replicato che 2 delle associazioni facenti parte del CIB erano presenti in sala.
È però lecito pensare che la loro presenza in sala non rappresentasse una vicinanza o comunanza d’intenti tra neoformata Costituente e il coordinamento presieduto da Yassine Lafram, semmai rappresenta proprio una spaccatura all’interno di quest’ultima. Insomma, il conflitto tra le varie realtà islamiche italiane, tutte rigorosamente autoreferenziali, da oggi può contare su un attore in più. La rivalità tra Costituente islamica, l’UCOII e le realtà locali ad esso affiliate (ufficialmente o meno) inoltre spiegherebbe anche le insolite assenze istituzionali di esponenti del PD, che difficilmente disertano simili iniziative.
A Piccardo riconosco onestà intellettuale, dopo la delusione dell’UCOII, ha fondato un’altra organizzazione con scopi chiari e precisi: instaurare una democrazia rappresentativa all’interno della Costituente, diventare l’Ente rappresentativo dell’Islam italiano nella sua interezza siglando l’intesa con lo Stato Italiano, beneficiandone in termini di edificazione di luoghi di culto e 8 per mille. L’idea di dare rappresentanza democratica all’interno dell’Islam italiano però è destinata a fallire perché la storia ci insegna che il matrimonio tra Islam e Democrazia non dura per molto. Prima o poi la Democrazia farà qualcosa che l’Islam non gradisce e questi la rinnegherà, un po’ come avviene per i matrimoni celebrati con rito islamico dove il marito può rinnegare una moglie disobbediente.
Prima di presenziare all’incontro temevo che la nuova formazione potesse riuscire dove le altre hanno fallito, ma ora che alcune dinamiche interne mi sono chiare e a giudicare dalla scarsa risposta dei musulmani bolognesi, mi sbagliavo. Anche se è nata per unire i musulmani, la Costituente finora è riuscita solo ad allargare le spaccature già esistenti creandone al contempo di nuove.

Umberto Bosco
Consigliere Comune di Bologna

Cosa c’è dietro le moschee aperte ai cristiani

Il dialogo interreligioso come strumento per combattere il terrorismo. Questo in sintesi l’obiettivo che si è dato Foad Aodi, presidente delle Comunità Arabe in Italia e promotore dell’evento.

L’idea che questa iniziativa possa scongiurare il ripetersi di attentati è quanto meno azzardata. Per i militanti dell’isis, i musulmani che non ingaggiano la guerra santa sono indegni quanto ebrei e cristiani. Quella di demusulmanizzare i musulmani con i quali si è in disaccordo è una diffusa pratica utile a rendere halal (lecita) la violenza nei loro confronti. Non a caso la maggior parte delle vittime dell’isis sono proprio musulmane. Far accedere dei kafir (infedeli) all’interno delle “sacre” mura di una moschea ha più chance di indispettire potenziali terroristi piuttosto che quella di disinnescare le loro violente ambizioni. L’iniziativa ha senza dubbio fatto presa sui più ingenui e ottimisti, credenti o meno ma ad un osservatore più disilluso non dovrebbero sfuggire alcune dietrologie.

1. La quasi sconosciuta associazione delle Comunità arabe d’Italia. Il suo presidente ha senza dubbio trovato il modo di far parlare di sé entrando a gamba tesa nell’olimpo delle organizzazioni che in modo del tutto autoreferenziale millantano di rappresentare questa o quella comunità o minoranza.
2. La moschea saudita di Roma non ha aderito. Tecnicamente non hanno declinato l’invito, semplicemente non hanno risposto nonostante i numerosi solleciti. Un atteggiamento che suggerisce come l’iniziativa di Aodi non sia piaciuta nemmeno al regno saudita che controlla la grande moschea della Capitale. Ancora una volta le moschee sono il terreno di scontro politico tra nazioni o sette. Anche il principale centro islamico di Milano, quello di Viale Jenner ha disertato l’iniziativa.
3. Solo il terrorismo? Che il terrorismo islamista sia una piaga è qualcosa sul quale concordano anche moltissimi musulmani, persino diversi islamisti secondo i quali l’uccisione di innocenti rallenterebbe il processo di islamizzazione in corso. In molti però rimarrebbero sorpresi di scoprire come gli obiettivi politici dei tagliagole non siano così diversi da quelli dei loro pii e pacifici detrattori.
4. Perché invitare solo i cristiani? Un prete è stato sgozzato in chiesa dai militanti dell’isis e questo ha portato la Chiesa cattolica a invitare altri musulmani in chiesa. Una sorta di “porgiamo l’altra giugulare”. Ora siamo arrivati a invitare i cristiani in moschea. Perché? Ma soprattutto perché solo loro? Perché non invitare altre categorie? Per esempio: le associazioni di metallari (Bataclan), le associazioni per la libertà d’espressione (Charlie Hebdo). Gli ebrei (attacchi a sinagoghe e negozi kosher), le associazioni dei turisti (Nizza) ecc. Perché solo i cristiani?

Secondo me quello in corso è il tentativo, da parte delle organizzazioni islamiche, di stipulare un sodalizio con le gerarchie cattoliche nella speranza che queste giochino un ruolo di mediazione e favoriscano il riconoscimento istituzionale della religione islamica che, ad oggi, è priva di un’intesa con lo Stato. Non è un caso che a Bologna la comunità islamica non chieda la moschea ma il Sindaco di centrosinistra e il Vescovo premano per dargliela lo stesso.

Moschea di via Ristori, Bosco (LN): “Stabile non utilizzabile per attività di culto, daremo battaglia in Comune e, se necessario, al TAR”

Il Consiglio di Stato, esprimendosi su un caso analogo, ha ribadito che attività di culto e associazionismo sono ambiti separati e tali devono rimanere. Non è quindi consentito usare gli spazi di un’associazione per fare attività religiose. Nel question time di domani chiedo conto alla Giunta che, nella persona del Sindaco, non solo ha definito “lecita” la diffusa pratica di fondare associazioni per aggirare la normativa sugli edifici di culto ma in diverse occasione mette a disposizione i suoi spazi.

Quando c’è di mezzo l’Islam, le amministrazioni di centrosinistra tendono a chiudere un occhio o a interpretare leggi e sentenze in modo fantasioso; per queste ragioni tra poche settimane riprenderà la raccolta firme per il progetto di legge regionale cosiddetto “antimoschee”.

Se i musulmani cercano davvero il dialogo, lo dimostrino venendo in commissione

Il continuità con quanto avvenuto in campagna elettorale, durante la quale il Presidente della CiB ha evitato ogni tipo di confronto circa il tema della realizzazione di moschee, anche oggi il dialogo che afferma di ricercare con la città è limitato solo a chi la pensa come lui.
I numeri snocciolati dall’assessora Zaccaria circa i fedeli presenti in città sono completamente inattendibili. Basti pensare che la Chiesa Cattolica dispone di accurati e aggiornati registri battesimali, tuttavia i numeri di questi registri non consentono alcuna stima circa quanti battezzati si sentano ancora cattolici e siano praticanti. Per aderire all’islam basta recitare una frase e non esiste un’organizzazione che formalizzi o registri l’effettiva appartenenza alla fede islamica. Le stime citate dall’assessora etichettano come musulmano chiunque provenga da un paese a maggioranza islamica, compresi coloro che dall’islam scappano a gambe levate o chi proviene da paesi profondamente laicizzati come l’Albania. Non è inoltre possibile stimare né gli apostati (che spesso si guardano bene dal dichiararlo) né i convertiti. Sia Lafram che Zaccaria si riempiono la bocca con la parola Costituzione ma il libertà di culto non è la libertà di costruire luoghi di culto. Questi sono normati da apposite leggi e soggetti a vincoli urbanistici, le sale di preghiera di preghiera che abbiamo in città non sono quasi mai inquadrate come luoghi di culto bensì come sedi di associazioni, uno stratagemma utile ad aggirare le regole alle quali gli altri culti invece si adeguano. Se la Comunità Islamica Bolognese, come dichiara il suo Presidente, cerca un dialogo con il Comune, anziché trattare solo con la Giunta, venga all’udienza conoscitiva che ho richiesto in Commissione, la sede istituzionale più adeguata ad affrontare un confronto plurale.

Visioni diverse ma un nemico comune: l’Islam

Ammetto che spesso non sono d’accordo con quanto Magdi Cristiano Allam dichiara, inoltre non condivido la sua strategia e quando parla di tematiche diverse dall’Islam non condivido la sua posizione. Ma io Magdi abbiamo un nemico in comune: l’Islam ed entrambi non ci risparmiamo nel dichiararlo, nel gridarlo, affrontando l’impopolarità e i rischi che queste scelte comportano.

Ieri ho avuto il piacere di illustrargli il mio progetto di legge per vietare le moschee che ha trovato interessante. Terminato il trambusto della Campagna elettorale, spero di avere occasione di confrontarmi con Magdi circa le strategie e le argomentazioni politiche utili ad arginare la diffusione dell’Islam.

20160526_184545

Provocatori al banchetto “antimoschee”

Oggi ho avuto l’occasione di discutere del progetto di legge “Una firma per vietare le moschee” con diverse persone, compreso un gruppetto di ragazze velate. Alcune discussioni erano piuttosto sterili. altre più costruttive si traducevano in una firma in più. In tutti i casi lo scambio di opinioni e idee è avvenuto nel più civile dei modi. In tutti i casi tranne uno. Quattro ragazzetti di varia origine si sono avvicinati al banchetto e dopo aver sputato sul volantino che gli era stato proposto hanno cominciato a insultare, intimare di sloggiare e minacciare me e i simpatizzanti presenti. Le loro intenzioni erano assolutamente chiare: provocare a oltranza e, alla prima reazione, buttare tutto all’aria e azzuffarsi. Anni di banchetti e alcune aggressioni fisiche mi hanno insegnato a non reagire mai le provocazioni. La tensione però cresceva sempre più e a un certo punto ho pensato “ci siamo…”. Il caso ha voluto che passasse di lì un iscritto che con fredda lucidità ha colto la gravità della situazione e ha allertando la Polizia, la quale è intervenuta in forze con una impressionante rapidità, allontanando i provocatori.
Nessun ferito, nessun danno e da domani si riparte.
A tutela della privacy e dell’incolumità dei presenti ho deciso di sfocare il video e non ho inserito tag.
SE CHI NON C’ERA volesse dimostrare ‪#‎solidarietà‬ agli attivisti presenti e riconoscenza alle forze dell’ordine intervenute, è invitato a ‪#‎taggarsi‬ da solo.
‪#‎rivoglioBologna‬ e la voglio senza prepotenti.

https://www.facebook.com/video.php?v=10207976238076302